ALBER, JANOS NEPOMUK. - Scolopio ungherese, esegeta e storico, n. a Magyaróvar il 7 luglio 1753, m. a Pest il 21 giugno 1830. Insegno scienze e lingue bibliche e storia ecclesiastica, prima ai suoi contraffeli, poi nell'accademia teologica di Pest.
Versato nella letteratura patristica e nella critica filologica, pubblicò l'ampio commento Interpretatio S. Scripturae per omnes Veteris et Novi Testamenti libros (16 voll., Pest 1801-1804), con serena confutazione delle tesi razionaliste e protestanti, che riscosse credito anche in ambienti acattolici. Minor successo ebbero le sue Institutiones hermeneuticae Scripturae S. (3 voll. per il Nuovo Testamento, Pest 1818; 3 voll. per il Vecchio Testamento, Pest 1827), e Institutiones linguae hebraicae (Pest 1826). Pio VII onorò al di un breve elogiativo.
Altro frutto del suo lungo insegnamento sono le Institutiones historiae ecclesiasticae (2 voll., Pest 1793; 5 voll., Eger 1825), di cui pubblicò un'Epitome (Eger 1826), e Dissertationes in selecta capita historiae ecclesiasticae (2 voll., Vienna 1820). Difese i diritti della Chiesa contro il suo collega giuseppinista Adamo Breganoczy, professore di diritto canonico a Pest, che pretese confutar lo Responsum datum Jo. Alber theologiae professor de nonnullis iuris ecclesiastici sententiis (Pest 1824).