ALBASPINA, NICOLA. - Scrittore ascetico dei Minori conventuali, n. in Francia ca. il 1550, m. dopo il 1620. Fu guardiano del convento di Tolosa, poi Provinciale di Aquitania.
Erudito umanista e oratore facondo, lasciò varie opere spirituali e, per lo più in francese, commenti alla Regola e alle costituzioni francescane. Le sue interpretazioni riflettono un po' la sua incostanza (a aliquantum inconstanza in vini, modo ad laxiorem, modo ad striscitorem observantiam deflectens.) [Wadding]. Notevoli: Fonte des Apostats, augmenté d'une réponse... (4a ed., Tolosa 1606); Traité de la vocation et fin des Religieux, et par spécial des Frères Mineurs (Tulle 1615); Commentarius de reformatione ad Pont. Paulum V (Tolosa 1610, Parigi 1618).
65. Lorenzo Di Fonzo ALBENGA, DIOCESI di
E l'antica Album Inquam o Albingaunum, sita sul golfo di Genova (riviera di Ponente). Capitale dei Liguri Ingauni, che, alleatisi con Annibale, furono dai Romani sottomessi dopo sapere guerre, A. divenne municipio romano, ebbe privilegi dal Senato e fu arricchita di monumenti, di cui restano ancor oggi numerose vestigia e il grande ponte a 10 archi, seminterrato, sulla via Aurelia. Fu patria dell'imperatore Proculo.Distrutta una prima volta dai Goti, ricostruita ed abbellita da Onorio, subì ancora saccheggi e distruzioni da parte dei Saraceni e dei Pisani, riuscendo però sempre a riconquistare la sua libertà e si resse fino al 1805 con proprie leggi e parlamenti, pur dipendendo dal 1250 dalla repubblica di Genova. Ventidue antiche torri di difesa testimonianza ancora le sue lotte. Dal sec. XV al XVIII ebbe a subire assedi e occupazioni, che si iniziarono con quello dei Milanesi del 1436 e terminarono nel 1814, quando venne definitivamente riunita allo Stato sardo. Nel 1796, durante la prima campagna d'Italia, fu sede del Quartier Generale di
ALBENGA - Battistero, museico (sec. v.).
Bonaparte. Fa parte della provincia di Savona, costituita nel 1927 con i soppressi circondari di A. di Savona. Ha notevole importanza agricola e conta una popolazione di 5179 ab. e di 12.000 nel comune.
Il primo vescovo di cui si abbia notizia certa è Quinzio, che nel 451 firmò una lettera sinodale di Eusebio, arcivescovo di Milano, diretta a Leone e relativa alla condanna di Nestorio ed Eutiche. Nel 1159 la diocesi di A., suffraganea di Milano, venne da Alessandro III assegnata a Genova, ma la cosa ebbe corso solo nel 1213 in seguito a una bolla di Innocenzo III.
I Benedettini ebbero nella diocesi numerosi monasteri tra i quali S. Romolo, Taggia, Triora e Villa Regia, e in A. due abbazie importanti: S. Maria e S. Martino di Gallinaria oltre S. Pietro di Toirano, passato nel 1317 ai Certosini.
A. ha una cattedrale iniziata nel sec. VIII, con campanile ogivale del 1400 ed annesso un battistero. Bella chiesa del sec. XIII è S. Maria in Fontibus.
La diocesi, il cui patrono è S. Michele Arcangelo, conta 132.500 ab. e comprende 170 parrocchie, 236 sacerdoti diocesani e 51 regolari, 17 case religiose maschili e 58 femminili.
IL BATTISTERO. - Del periodo paleocristiano A. ci ha conservato un pregevolissimo monumento: il battistero, riferito concordemente al sec. V. Esso è a pianta ottagona con i lati sfondati in nicchie alternativamente tonde e quadre; ogni pilastro fra le nicchie è ornato di una colonna, e le colonne portano delle arcate che sostengono la parte superiore del batti-

Albenga - Battistero, musnico (sec. v).