ALOGI ('ΑΛΌΓΟΙ')

ALOGI ('Αλόγοι'). - Setta che ci è nota da s. Epifanio (Haer., 51, 1-35; PG 41, 888-953), il quale le impose questo nome (ἄλογος, «senza Logos») accusandola d'aver rigettato il Logos. Utilizzando probabilmente come fonte il Syntagma d'Ippolito, Epifanio riferisce che, basandosi sulla critica interna, negavano l'origine giovannea del 4º Vangelo (perché disordinato e divergente dai Sinottici) e dell'Apocalisse (perché incomprensibile e falsamente profetica), attribuendoli a Cerinto. Tesi incoerente (il 4º Vangelo confuta Cerinto!), per cui Epifanio ricalca ironicamente il titolo di ἄλογος («senza intelletto»), e ribatte lungamente le obbiezioni (loc. cit., 4-31).

Pare che Filastrio (Haer., 60; PL 12, 1174) designi gli a., menzionando gli eretici che rigettano il 4º Vangelo e attribuiscono l'Apocalisse a Cerinto. S. Ireneo già condannava degli avversari (di cui non dà il nome) del 4º Vangelo perché vi è racchiusa «la promessa dello Spirito», mentre essi «negavano il perdurare dello spirito profetico» (Adv. Haer., III, 11, 9; PG 7, 891), sicché «peccando contro lo Spirito di Dio, cadono nel peccato irremissibile», espressione che s. Epifanio ripete per gli a. (Haer., 51, 35). Solo Epifanio però (né Ireneo né Filastrio) imputa loro eresie cristologiche, facendone i primi monarchiani e i primi apneumatici o pneumatomachi; infatti chiama il monarchiano Teodoro di Bisanzio (fine sec. II) «brandello degli a.» (Haer., 54, 1).

Gli a. appaiono in Asia (a Tiatira: Epifanio, Haer., 51, 33) verso il 170 come avversari dei montanisti, i quali abusavano degli scritti giovannei, racchiudenti «la promessa dello Spirito».

L'antimontanista preshiterò Caio (v.), che rigettava l'Apocalisse attribuendola a Cerinto, è considerato a. da V. Rose e P. Ladeuze; questi lo ritiene anzi l'unico a. esistito; ma contro tale tesi (cui accede O. Bardenhewer, Geschichte der althirchl. Literatur, I, Friburgo i. Br. 1913, p. 434) insorse P. de Labriolle, La crise montaniste, Parigi 1913, pp. 190-202, 383-85.

Dopo T. Zahn e A. Harnack, A. Camerlynck vede negli a. non degli eretici, ma solo dei critici che esprimevano dubbi sul canone del Nuovo Testamento.

Questa tesi, ammessa dal Tixeront, è stata ripresa e rimpolpata da A. Bludau: gli a. erano antimontanisti

occidentali (diversi da quelli menzionati da Ireneo), che formarono un gruppo di qualche importanza dopo che Caio ebbe divulgato i suoi argomenti contro gli scritti giovannei; non negarono nessun dogma (né la divinità del Figlio né dello Spirito Santo), ma solo consideravano spuri, per ragioni esegetiche, il 4º Vangelo e l'Apocalisse. Ma Epifanio, per cui il ripudio del Vangelo giovanneo, nelle lotte dogmatiche del sec. IV, implicava l'esclusione del Logos, e che dalle fonti di cui disponeva non dove attingere nulla di certo, considerò gli a., anche perché sembrava che avessero negato «lo Spirito», come monarchiani «del tutto estraniatri all'insegnamento della verità» (Epifanio, loc. cit., 3).

BIBL.: Th. Zahn, Geschichte des neutres. Kanons, I, Erlangen e Lipsia 1888, pp. 240-59; II, ivi 1890, pp. 967-92; A. Harnack, Dogmengeschichte, I, Friburgo in Br. 1890, pp. 616-621; V. Rose, Aloges asiates et romains, in Revue Biblique, 6 (1897), pp. 516-34; A. Camerlynck, De quarte evangelii auctore, Levanio 1899, pp. 145-89; P. Ladeuze, Caïns de Rome, le seul aloge connu, in Mélanges G. Kurth, II, Lieut. 1908, pp. 49-59; J. Tixeront, Histoire des dogmes, I, 9ª ed., Parigi 1924, p. 221; A. Bludau, Die ersten Gegner der Johannes-Schriften (Bibl. Studien, XXII, 1-11), Monaco 1925; M.-J. Lagrange, Evangile selon et Jean, Parigi 1925, pp. LV-LXI.
Cite this article

“ALOGI ('ΑΛΌΓΟΙ').” Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), p. 556. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/alogi-alogoi.