ALUMBRADOS (ILLUMINATI). - Denominazione usata per indicare quegli pseudo-mistici spagnoli che nei secc. XVI e XVII menavano vanto d’agire costantemente sotto l’influsso d’una diretta e immediata «illuminazione» dello Spirito Santo. Il vocabolo «illuminados», inteso in questo significato, appare per la prima volta nel 1494, in una lettera scritta dal francescano Antonio de Pastrana al card. Ximenes de Cisneros, suo ministro provinciale.
La dottrina degli a. insegnava che l’uomo può arrivare quaggiù alla visione dell’essenza stessa di Dio, cioè al massimo grado possibile di perfezione; il quale, una volta raggiunto, non si può più perdere e rende vani tutti i mezzi esterni di santificazione, come la preghiera vocale, l’uso dei Sacramenti, la pratica della carità verso il prossimo, qualunque sacrificio corporale, ecc. Il perfetto è tenuto soltanto all’orazione mentale, all’estatica contemplazione del-
l’essenza divina, che l’unisce a Dio così intimamente da privarlo perfino della propria libertà e individualità. In questo stato di completo annichilimento egli diviene un impeccabile, nel senso che non gli sono imputate a colpa, neppure veniale, quelle stesse azioni che negli imperfetti sarebbero gravissime offese di Dio. Pienamente conseguenti a quest’ultimo principio, gli a. si abbandonavano spesso alle più sfrenate dissolutezze. L’azione svolta dall’Inquisizione contro simili abusi fu talmente rigorosa da colpire con le sue condanne anche coloro che conducevano una vita ritirata e contemplativa: s. Ignazio di Loyola, s. Francesco Borgia, s. Teresa e s. Giuseppe Calasanzio furono accusati d’illuminismo.
Sostenuti da uomini d’alto valore, gli a. si diffusero rapidamente, reclutando numerosi seguaci non solo tra le classi più umili ma anche fra le persone colte, i nobili e il clero. Raggiunsero la massima espansione nelle diocesi di Cadice e di Siviglia, ove riuscirono a mantenersi fino alla metà del sec. XVII. I loro errori ripulularono poi nel quietismo, MOLINISMO (v.).