AMERICANISMO

AMERICANISMO. - Questo termine designa una dottrina e un movimento religioso d'ispirazione liberale e naturalistica, maturati in seno al cattolicesimo sul finire del sec. XIX, negli Stati Uniti d'America.

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(Ist. Bibl. Vaticana) AMERICA del Sud - Carta da navigare di Diego Ribero (1520), disegno a inchiostro di bistro acquerellato - Biblioteca Vaticana.
Esso mirava ad agevolare e intensificare le conversioni alla fede, attraverso una vasta opera di conciliazione e di sintesi fra l'antica tradizione cattolica e il nuovo pensiero e le nuove aspirazioni della religiosità moderna. Questo movimento, di cui si era fatto protagonista il missionario p. BEECHER (v.) fondatore della Congregazione religiosa dei Paolisti, e già discusso negli stessi ambienti nei quali era sorto, ebbe vasta risonanza e suscitò reazioni di natura varia, quando fu portato a conoscenza negli ambienti religiosi d'Europa, specialmente francesi. Le più vivaci polemiche sorsero infatti in Francia. L'avvenimento che le motivò fu la pubblicazione di una vita del p. I. T. Hecker scritta da W. Elliott, tradotta in francese (Parigi 1897) da F. Klein che in pochi mesi ebbe cinque edizioni.

Effettivamente gli americanisti, pur partendo dal nobile e lodevole intento d'una più estesa e rapida diffusione del cattolicesimo, mettevano a repentaglio l'unità della Chiesa romana. Per questo Leone XIII intervente con grande tempestività, condannando l'errore con la lettera Testem benevolentiae del 22 gen. 1899, diretta al card. Gibbons, ammiratore e fautore dei Paolisti. Le buone intenzioni e la perfetta ortodossia dei promotori delle nuove teorie sono dimostrate inequivocabilmente dalla loro pronta e incondizionata sottomissione alle parole del Sommo Pontefice.

DOTTRINA. - Esponendo, in una rapida sintesi, il contenuto dottrinale del documento pontificio, l'a. si può considerare sotto un triplice aspetto: apologetico, ascetico e dogmatico.

Aspetto apologetico. - L'a. è venuto alla luce sotto l'impulso di una preoccupazione apologetica, mirante a rimuovere, nei limiti del possibile, tutti gli ostacoli che potrebbero trattenere l'uomo moderno dall'abbracciare la fede cattolica. La necessità dei tempi dovrebbe indurre la Chiesa a rialzare il prestigio del cattolicesimo di fronte a tutta la civiltà contemporanea, cedendo alle nuove esigenze ciò che il medioevo le ha trasmesso di caduco, scostandosi alquanto dall'antico rigorismo, mitigando le vecchie formole, passando sotto silenzio certe verità troppo avverse alla mentalità moderna. Sarà compito dei missionari e dei predicatori di mostrarsi più condiscendenti verso i non cattolici, insistendo più sulle verità che li avvicinano anziché sugli errori che li separano dalla Chiesa.

L'insegnamento del Vangelo deve essere presentato sotto una luce più simpatica e reso più aderente alle attuali aspirazioni dell'anima, in maniera da farlo quadrare meglio con la comprensione umana. Per ubbidire a questa urgente necessità di adattamento, la Chiesa deve restringere l'esercizio della sua autorità e lasciare a ciascun individuo la possibilità di sviluppare in pieno le sue iniziative private. Tanto più che, dopo la definizione dell'infallibilità pontificia, il Papa è sempre in tempo ad intervenire efficacemente per correggere eventuali deviazioni del pensiero dei singoli fedeli, lasciati più liberi.

Tale modo di sentire è in contrasto con la dottrina cattolica. Il Concilio Vaticano insegna che le verità di fede sono immutabili e derivano tutte da Dio. È intuitivo dunque, che si debbano insegnare tutte senza attenuazioni o riserve, e senza variazioni di significato. I mutamenti sono possibili solo nell'ordine disciplinare e spettano esclusivamente all'autorità religiosa. La definizione vaticana, mirando piuttosto a prevenire che a correggere l'errore, ha reso ancor più stretto il vincolo di dipendenza dal Pontefice Romano.

Aspetto ascetico. - Nel vano intento di giustificare la loro singolare pretesa d'una più ampia libertà di pensiero e d'azione, gli americanisti si richiamano all'interno diretto intervento dello Spirito Santo, il cui influsso, essendo oggi più fecondo che in passato, renderebbe inutile e superflua la direzione spirituale dell'esterno magistero. Sostengono inoltre che, per raggiungere la perfezione cristiana, ogni studio dev'essere

sere posto nella pratica delle virtù naturali e nell'esplicazione di una grande attività esterna, volta al bene della società.

Le virtù naturali devono preferirsi a quelle soprannaturali e le attive alle passive. Queste ultime, come l'obbedienza, l'umiltà, ecc., erano buone ed erano necessarie in passato, quando le contingenze obbligavano la Chiesa a riunire tutte le sue energie in una perfetta coesione delle intelligenze e delle volontà individuali, in vista di un trionfo più completo sugli scismi e sulle eresie. Ma ora che le condizioni si sono totalmente cambiate, le virtù passive riescono più di ostacolo che di tutto a conseguire la perfezione e concorrono a formare delle anime deboli e vili, anziché forti e virili. Ne consegue il disprezzo e la disistima degli americanisti per i voti religiosi, che dichiarano poco convenienti allo spirito moderno.

È facile intuire l'incompatibilità di queste opinioni con l'insegnamento evangelico. Basta infatti osservare che tutte le virtù, essendo abiti operativi, meritano il nome di attive, quelle principalmente che esigono uno sforzo maggiore di volontà e un più grande sacrificio, come l'obbedienza, l'umiltà, ecc. La loro importanza non muta col tempo, come non muta Gesù Cristo, che le insegnò con l'esempio e la parola, facendosi «obbediente fino alla morte di croce» ed esortandoci ad essere, come Lui, «miti e umili di cuore». Quel più ampio influsso dello Spirito Santo, che l'a. afferma per l'epoca attuale, mentre, da una parte, è in aperta contraddizione col disprezzo delle virtù soprannaturali e con la storia del cristianesimo primitivo, dall'altra parte renderebbe ancor più necessaria la direzione spirituale per discernere le ispirazioni divine dalle vane illusioni umane, troppo facili in questo campo.

Aspetto dogmatico. - Benché l'a. resti principalmente sul terreno pratico dell'azione, tuttavia non è del tutto estraneo al dominio teorico delle idee. C'è, in fondo agli atteggiamenti e ai programmi di questi promotori di opinioni innovatrici, un larvato naturalismo, che è in verità l'idea fondamentale, il motivo dominante dall'a. naturalismo sopravvalutante le possibilità dell'uomo, fino al punto da dimenticare lo squilibrio intellettuale, morale e soprattutto passionale causato in lui dal peccato, nonché la conseguente necessità della grazia al raggiungimento del fine supremo. Oltre a questa falsa concezione, mirante a umanizzare il cristianesimo, va segnalata una forte corrente di liberalismo, in cui si può vedere un manifesto ritorno alle dottrine protestanti sull'ispirazione privata.

In complesso l'a. presenta in germe molti errori, che furono poi condannati da Pio X sotto il nome collettivo di modernismo.

BIBL.: Fonti: Testem benevolentiae, in Acta Leonis XIII, XI, Roma 1900, pp. 5-20; W. Elliott, The Life of Father Hecker, 2ª ed., Nuova York 1894 (tradotta in francese da F. Klein, Parigi 1897); J. Ireland, The Church and Modern Society, Parigi 1897; D. J. O'Connell, L'A. d'après le P. Hecker: ce qu'il n'est pas, ivi 1897; Ch. Maignen, Le Père Hecker, est-il un saint?, Parigi-Roma 1898; A. J. Dolattre, Un cattolicesimo americano, Namur 1898. - Studi: A. Houtin, L'A., Parigi 1903; A. Gister, Der Modernismus, 3ª ed., Colonia 1912, pp. 27-222; J. Rivière, Le modernisme dans l'Église, Parigi 1920, pp. 109-38; P. Lecanuet, La vie dans l'Église sous Léon XIII, ivi 1930, pp. 544-599; J. Ranft, s. V. in LThK, XI, coll. 359-61; G. De Pierrefeu, s. V. in DSP, I, coll. 475-87; E. Hoedes, Histoire de la Théologie au XIXᵉ siècle, III, Bruxelles-Parigi 1947, pp. 190-94.

EMANUEL CHICETINI
AMERICAN PROTECTIVE ASSOCIATION:
V. KNOW NOTHING.

AMERICAN WALDENSIAN AID SOCIETY:
V. VALDESI.

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“AMERICANISMO.” Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), p. 645. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/americanismo.