AMARI, EMERICO

AMARI, Emerico. - Uomo politico e pensatore, n. a Palermo nel 1810, ivi m. nel 1870. Complessa personalità di studioso, patriota e credente. Incaricato (1848) ed esule, tornò a Palermo nel 1860; dopo aver partecipato alla vita parlamentare, non vedendo attuata la sua sintesi di unità nazionale e di autonomia regionale, di liberalismo e di cattolicismo, fece parte per se stesso. Dagli studi giuridici, statistici, economici ecc., salì a vedute vichiane, criticamente rinnovate, di filosofia della storia e fu chiamato per tale cattedra a Firenze nel dic. 1859.

Abbonò una Teoria del Progresso (1843) come «riforma continua indicata dalla scienza e compiuta dalla libertà per mezzo della tradizione ». Ebbe fama, e meritebbe ampio riesame, la sua Critica di una Scienza delle Legislazioni comparate (1857), che determina il concetto, discute i metodi, disegna il sistema e indica le scienze ausiliarie di tale «scienza nuova ». Notevole anche la prolusione fiorentina Del concetto generale e dei sommi principi della filosofia della storia (con presa di posizione dinanzi a s. Agostino, Dante, Machiavelli, Bossuet, Vico, Lessing, Hegel, Romagnosi, Guizot, ecc.).

BIBL.: Di A. sono conservati nella biblioteca comunale di Palermo 48 voll. di manoscritti. - Fr. Maggiore-Perni, Di E. A. e delle sue opere. Palermo 1871; P. Siciliani, Sul rinnovamento della filosofia positiva in Italia, Firenze 1871, pp. 104-106; V. Di Giovanni, Storia della filosofia in Sicilia dai tempi antichi al sec. XIX, II, Palermo 1873, pp. 127-131; K. Werner, E. A. in seinem Verhältnis zu G. B. Vico, Vienna 1880 (trad. in Atti Accad. Palermitana, 1889); E. Di Carlo, E. A., Brescia 1948.