AMIEL, HENRI-FRÉDÉRIC. - Pensatore e poeta, n. a Ginevra il 27 sett. 1821 e ivi m. l'11 maggio 1881. Professore di estetica e poi di filosofia in quell'Università, ha sentito viva l'influenza della filosofia pessimistica tedesca, ma, non essendo riuscito ad organizzare saldamente le sue speculazioni, ci ha lasciato soltanto una messe di osservazioni acute e penetranti. Come Eraclito, a cui risale attraverso il pensiero germanico, egli afferma che «ogni vita è una lotta di forze contra
rie, chiuse nei limiti di un equilibrio»: legge dell'Università è l'attività, cioè la lotta, e poiché ogni ideale, se realizzato, non si risolve che in delusione, fatale è l'infelicità della vita: perciò, come dice Bourget, «il tenta de s'enfuir dans le rêve, ayant trop souffert de la vie». Il sentimento del dolore universale e dell'impotente rabbile mistero in lui si risolve a tratti in momenti di calma quietista, a tratti in mistica esaltazione. Tra filosofia e religione c'è per A. differenza ma non opposizione; nel cristianesimo, però, di cui ha sentita tutta la forza spirituale, non vede che l'insegnamento di Gesù è non una religione positiva da Lui fondata, alla quale Egli diede precetti e riti obbligatori; ché la sua religione ha per Dio l'Assoluto e per legge morale l'ordine. Tuttavia, ostacolato dal suo pessimismo intellettualistico, non è mai giunto a possedere Dio, verso il quale era spinto da un intimo bisogno.
Mediocre autore di versi, per lo più freddi e stentati, ne ha scritti molti, dai Grains de mil (1854) al Pensieroso (1858), a Jour à jour (1877). A. sa essere sovente poeta in prosa: il Journal intime a cui va principalmente legato il suo nome è notevole non soltanto per la penetrante sottigliezza dell'autonalisi ma per le molte pagine in cui lo slancio religioso si esprime in infiammata e poetica prosa.
Del Journal ci sono edizioni parziali, l'una di Ginevra (1883-84), l'altra apparsa nel 1923 a Parigi. Recentemente B. Bouvier ha pubblicato La jeunesse de H. F. Amiel. Lettres à sa famille, ses amis, ses amies, pour servir d'introduction au «Journal intime» (1837-49), Parigi 1936.
Jole Scudieri Ruggieri