AMYOT, JACQUES. - Scrittore francese, n. a Melun il 30 ott. 1513, m. ivi il 6 febbr. 1593. Studiò a Parigi, eccellendo rapidamente nella conoscenza del mondo classico; sacerdote, insegnò sei anni latino e greco all'Università di Bourges; compì anche varie missioni diplomatiche. Carlo IX lo nominò nel 1560 grande elemosiniere di Francia e consigliere di Stato; eletto vescovo di Auxerre, vi morì amareggiato dalle discordie religiose e perseguitato per l'ingiusta accusa d'aver consigliato l'assassinio del duca di Guisa.
Ottimo conoscitore del greco, tradusse il romanzo di Eliodoro, Théagène et Chariclée, e quello di Longo Sofista, Les Amours pastorales de Daphnis et Chloé, sette libri della Storia di Diodoro Siculo e le Vite parallele di Plutarco, a cui aggiunse le Opere morali. La versione di Plutarco fu compiuta su manoscritti ricercati a Roma e a Venezia e
accuratamente esaminati nelle varianti; non è letterale, ma condotta con una libertà di interpretazione intesa a mettere in rilievo la magnanimità dei personaggi. Lo stile semplice e chiaro, seguito come modello dai contemporanei, lo rese meritamente celebre e servì a diffondere la conoscenza degli eroi antichi.