AMYRAUT, MOÏSE. - Teologo calvinista, n. a Bourgueil nel sett. 1596, m. a Saumur l'8 genn. 1664. Studiò diritto a Poitiers, poi teologia a Saumur, dove era già pastore nel 1626. Di indole calma e riflessiva, fu incaricato di rappresentare al Sinodo di Charenton (1631) i lamenti dei protestanti per le infrazioni agli editti emanati in loro favore e seppe agire così bene da mantenere ciò non ostante i suoi correligionari nel-
(Int. Suprint. Antichità, Napoli)
AMULETO - A. appesi ad una collana proveniente dal Sannio. Età preromana - Napoli, Museo Nazionale.
l'obbedienza al re. Insegnante di teologia nel 1633, pubblicò nel 1634 il suo Traité de la prédestination, (Saumur), dove professò sulla grazia una dottrina più larga che non la calviniana, estendendo la universalità ipotetica della grazia anche ai pagani e distinguendo fra grazia resistibile e irresistibile; opinione che seppe difendere anche nei Sinodi di Loudon (1659-60) e di Charenton (1633). Ebbe amici o protettori il card. Richelieu, Hirdouin de Péréfixe e il card. Mararino.
Lasciò numerosi scritti, fra cui: Traité des religions contre ceux qui les extiment indifférentes (Parigi 1631); De providentia Dei in malo (Saumur 1638); Disputatio de libero hominis arbitrio (ivi 1657). E anche scritti notevoli intorno alle Lettere di s. Paolo e agli Atti degli Apostoli. Nel 1660-64 pubblicò con gli amici L. Cappel e Giosuè de la Place una raccolta di tesi teologiche: Syntagma thesium theologicarum in academia salauriensi variis temporibus disputatarum, messe all'Indice con decr. 24 sett. 1686.