ANABATTISTI. — Il termine «anabattismo» è di complessa classificazione poiché, sin dal sec. XVI, abbraccia quei radicali del protestantesimo che a volte furono pure detti catabattisti, battisti o ribattezzatori (Wiedertäufer).

Amuleto - A. appesi ad una collana proveniente dal Sannio. Età preromana - Napoli, Museo Nazionale.
Il principale significato del termine in molti casi si applica a quella frazione la quale, nel protestantesimo, rigetta il battesimo degli infanti per amministrarlo, non quale «sacramento», ma solo quale «comandamento», agli adulti. In stretto senso storico, a, invece, designa quella frazione d'entusiasmi fanatici i quali si chiamarono anche Profeti di Zwickau e che, nel 1520, ebbero a loro capo Tommaso Münzer, di Waldshut (1489-1525).
Costui, educato ad Halle ed a Lipsia, entrò dapprima in rapporto con Lutero ch'egli considerava quale «esempio e luce degli amici di Dio». Fu infatti Lutero, nel 1520, ad inviarlo a Zwickau dove, dopo virulente polemiche col clero cattolico locale, strinse lega coi tessitori della zona costituenti la maggioranza della popolazione. Assai in vista tra essi era il maestro tessitore Nicola Storch, divenuto ben presto un comandato spiritualistico dopo essere stato, in Boemia, in contatto coi Fratelli boemi taboriti.
L'accordo tra essi si risolse in un ulteriore fermento di novità religiose poiché, rompendola anche con Lutero, essi proclamarono indispensabile la luce interiore di quello Spirito per il quale, anche indipendente dalla Bibbia, Dio comunica la verità ai veri credenti. Incoraggiato da Münzer, Storch si costituì capo d'un nuovo nucleo di dissenzienti nel seno del protestantesimo stesso e si presentò come l'invito celeste con la missione di stabilire sulla terra il «Regno di Dio». Accompagnato da Marcus Stubner, già studente a Wittenberg, e da un altro tessitore, Storch si recò pure in quest'ultimo centro universitario onde guadagnare alla propria causa i professori: Carlstadt, il rettore, fu la sua più notoria conquista.
Altre individualità anabattistiche assai in vista furono Hans Hut, Denck, Hetzer, Grebel, Phillips, Bundlerin, Czechowitz, Melchior Rinck, Melchior Hofmann, Jan Matthys ed altri. Tutti costoro, influenzati dalle vedute millenaristiche e socialistiche di Münzer e di Storch e facendo leva sul collaterale moto insurrezionale de' contadini tedeschi ch'essi, pur senz'averlo suscitato, tuttavia incoraggiarono, si trovarono a un dato momento coinvolti nella guerra dei contadini sollevatisi in armi nel 1525 per la rivendicazione dei cosiddetti loro «Dodici Articoli», pare tracciati dall'Hubmaier, che reclamavano rivendicazioni.
La sollevazione provocò reazioni dalle due parti. I contadini radevano al suolo castelli, monasteri e case religiose. Münzer si pose allora a capo dei contadini i quali ad occhi chiusi seguivano le sue fanatiche concioni ma che in numero di ben 100.000 caddero vittime della Lega di Svevia che allora si organizzò per reagire a tanto furore. Pochi giorni dopo l'infanzia giornata di Frankenhausen, Münzer stesso venne catturato a Mühlhausen e decapitato il 27 maggio 1525.
La setta, però, non finì con la morte del suo primitivo capo ma, sia pure tra persecuzioni, si diffuse. Melchior Hofmann, un pellicciato della Svevia, nel 1528 improvvisatosi ad Emden predicatore visionario, v'insediò vescovo Giovanni Matthiesen, un panettiere di Haarlem. Costui, da Emden, spedì a sua volta apostoli a diffondere le dottrine anabattistiche. Due di essi, con la loro incendiaria predicazione, si resero padroni della città di Münster. In questo episodio il Matthiesen ci rimise la vita in una disperata sortita a capo di soli trenta uomini contro il conte Waldeck, principe vescovo di Münster, il quale aveva stretto d'assedio la città. Vennero allora distrutte le chiese e, sulla falsariga dell'Antico Testamento, si scelsero dodici giudici nelle tribù e Bockhold fu coronato re di questa cosiddetta «Nuova Sion» col nome di Giovanni di Leida. Tutto questo accadeva nel 1534, senonché l'anno dopo, diventata Münster teatro d'ogni licenziosità, parecchi principi protestanti riconquistarono la città e, tolti di mezzo i suoi fanatici usurpatori, posero fine anche a questo «nuovo regno» di parodia biblica.
Le ulteriori fortune dell'anabattismo ci portano in Olanda dove, ad Amsterdam, i discepoli di Bockhold, deposto il comunismo delle donne e dei beni, predicarono un ennesimo «nuovo regno» dei puri cristiani. Pure in Moravia gli a. getterano radici, invero distingendosi per virtuosità industriale. La loro tarda impronta, a mezzo di Baldassare Hubmaier, si scorge tuttavia nell'attuale denominazione dei battisti propugnatori di assoluta libertà di coscienza e di recisa separazione della Chiesa dallo Stato, nonché nella frazione dei mennoniti promossa dall'ex prete Menno Simons, fondatore di Congregazioni indipendenti nei Paesi Bassi ed in Germania.