ANDREINI, GIOVANBATTISTA

ANDREINI, GIOVANBATTISTA. - Comico, poeta ed autore drammatico, n. a Firenze nel 1578 dal celebre attore Francesco Andreini (in arte Capitan Spavento) e da Isabella, attrice di fama internazionale. Appena sedicenne entrò, col nome di Lelio, nella compagnia dei Gelosi. Dal 1604 con la moglie Virginia Ramponi fece parte della compagnia dei Fedeli, che era alle dipendenze del duca di Mantova Vincenzo. A causa della sua professione peregrino per le varie città d'Italia, si recò tre volte in Francia ed una volta in Germania. Morì a Reggio Emilia nel 1654. Le sue commedie sono per lo più licenziose e oscene.

La sua fama è legata all'Adamo (Milano 1613), opera drammatica veramente notevole per grandiosità di concezione, anche se mista di stranezze spettacolari conformi al gusto dell'epoca. Il Milton vi trasse degli spunti felici per Il Paradiso perduto. L'A. fu anche autore di liriche sacre e profane, fra cui vanno ricordate: il poema in lode di s. Carlo Borromeo, intitolato Divina Visione, i sonetti in onore dei santi che in vita furono attori, raccolti sotto il titolo di Teatro Celeste (Parigi 1625).

BIBL.: E. Bevilacqua, G. A. e la Compagnia dei Fedeli, in Giorn. stor. della Letter. ital., 33 (1894), pp. 76-155; 34 (1895), pp. 82-165; V. MASSORETTI, Un famoso comico ed autore drammatico morto in Reggio dell'Emilia, Reggio Emilia (cfr. Giornale stor. della lett. ital., 65 [1915] p. 475). Italo Borzi