ANGIOLIERI, CECCO

ANGIOLIERI, Cecco. - Poeta n. a Siena intorno
al 1260, m. tra il 1311 e il 1313. Le poche notizie

biografiche intorno a lui sono ricavate dal suo stesso Canzoniere. Il padre aveva ricoperto cariche importanti nel comune di Siena, ma Cecco non fu né uomo né cittadino esemplare, e fu più volte multato secondo la consuetudine dei tempi, per avere arbitrariamente abbandonato l'esercito o per essere stato sorpreso in giro dopo il coprifuoco. Prima del 1296 abbandonò la sua città, non sappiamo bene per quale motivo, e nel 1303 era di sicuro a Roma. Ci rimane di lui un Canzoniere di 150 sconti (ed. critica a cura di F. A. Massera, Bari 1920; nuova ed. rived. e aggiornata a cura di L. Russo, ivi 1940). La nota dominante è il cinismo, che interpretato romanticamente dalla critica ottocentesca, si tende oggi a restringere troppo nei limiti burleschi o di pura ostentazione conviviale. Certo l'A. non fu anima profonda, né si può cercare in lui un dramma umano o religioso. Fu un'anima fiacca, che si lasciò andare al vizio e alla vita disordinata, senza aver la forza di reagire e di elevarsi. Tuttavia ebbe buone qualità fantastiche, che si rivelano anche nella polemica e nello sfogo, e che talvolta, come accade in qualche sconto gnomico, gli fanno raggiungere una singolare potenza espressiva.

BIBL. A. D'Ancona, Studi di critica e di storia letteraria, I. Bologna 1912, pp. 163-275; L. Russo, C. A. e la critica in Problemi di metodo critico, Bari 1929; G. Montagna, La poesia di C. A., Pavia 1933; T. Giossi, C. A. ed i burleschi del '500 e 300, Torino 1936.