ANTENATI, culto degli. - Il culto degli a. si distingue dal semplice culto dei morti, in quanto si rivolge ai progenitori della propria stirpe presi collettivamente, mentre l'altro si riferisce a determinati defunti, generalmente ma non necessariamente uniti con l'officiante da legami di sangue.
Nella religione cinese il culto degli a. - in cui per eccellenza si esplica la « pietà filiale » - è quello più sentito dal popolo, ed è presente nell'interno di ogni casa. La dinastia imperiale aveva per gli a. il suo proprio tempio con sette cappelle, delle quali quella orientata a nord era consacrata al capostipite della famiglia; i templi dei principi feudali avevano cinque cappelle, quelli dei vassalli tre, ciascuna fornita della « tavoletta », ritenuta luogo d'appoggio dell'anima e sulla quale pertanto si bruciavano incensi, si accendevano candelette, si facevano offerte. Il popolo, in mancanza di una cappella, venerava e venera i suoi a., rappresentati dalle tavolette, in un angolo della casa; avanti ad esse vengono consacrati tutti gli eventi della vita familiare, nascite, maggiore età, nozze, funerali, poiché il Cinese è fermamente convinto che gli a. seguitino a prendere parte attiva alla vita della famiglia. Solo il primogenito può funzionare come ministro del culto ancestrale. Il culto degli a. in Cina, che alimentò per due secoli e mezzo un'aspra polemica tra i missionari che ne sostenevano o ne negavano la legittimità quasi atto di idolatria, è stato dichiarato cerimonia civile e come tale autorizzato da un decreto della S. C. di Propaganda (8 dic. 1939) che lo considera atto di omaggio e non di culto, pur, hè le tavolette non vengano considerate « sede dell'anima » e sia su di esse scritto solo il nome del defunto. Per tutta la questione V. CIANRESI.
Il Giappone, che deve alla Cina la sua civiltà, venera in modo consimile i suoi a., la cui tavoletta rappresentativa è collocata entro una cassettina di legno in un angolo della casa. Del resto, tutta la religione giapponese si presenta come un culto degli a., a cominciare da quelli della famiglia imperiale, venerati con
