ANTIPODI. - Coloro che abitano una parte
della terra diametralmente opposta a un determinato
luogo. Perciò, ammettere l'esistenza degli a. equivale
per noi, ora, ad ammettere la sfericità della terra.
Per gli antichi, invece, gli a. erano uomini che abitano
vano le regioni situate sotto i loro piedi e che, separati
da loro da un'immensa distesa insuperabile d'acqua, sa-
rebbero stati di origine diversa. Circa la loro esi-
stenza, come circa la sfericità della terra, i pareri dei
santi Padri erano diversi; più arrendevoli riguardo
alla sfericità; meno, molto meno, riguardo alla loro
reale abitabilità. Di questo fatto gli avversari della
Chiesa traggono motivo per dedurre che i santi Padri
condannavano la credenza negli a., e, per conseguenza,
nella sfericità della terra. E adducono il fatto di papa
s. Zaccaria, il quale in una lettera a. Bonifacio, ve-
scovo e apostolo della Germania, l'avrebbe dichiarata
falsa ed eretica. Prova di più, che la mentalità della
Chiesa è sempre retriva di fronte alla conquista della
scienza.
La risposta è facile: 1) Non si può far colpa ai
santi Padri, se, prima dell'epoca delle grandi scoperte
del sec. XVI e dei viaggi di Magellano, quando nessun
argomento dimostrava scientificamente la sfericità
della terra, ne rimasero in dubbio (ad es. s. Agostino,
*Confess.*, I, 16, 9) o la negarono come assurda (ad
es. Lattanzio, *Div. Instit.*, I, 3, 24). L'opinione però
era libera e parecchi altri Padri la ritenevano vera
(ad es. s. Clemente papa, *Epist. I ad Corint.*, 20;
s. Ilario di Poitiers, *Tract. in psalmum*, II, n. 32: PL 9,
281). 2) D'altra parte i due argomenti, sfericità della
terra ed esistenza degli a., che pur potevano essere
discussi separatamente, spesse volte interferivano, in
quanto potevano sfociare in asserzioni contro il dogma
fondamentale della universalità del genere umano e
della redenzione; perché alcuni ne deducevano che
gli a., di razza diversa e non derivata da Adamo, non
avrebbero avuto bisogno di battesimo e di redenzione,
posto che non partecipavano del peccato di Adamo.
3) Per quello che riguarda la condanna pronunciata
da papa s. Zaccaria, sappiamo storicamente molto
poco. Tutto quello che ci è noto, è contenuto nella
lettera (*Epist. I* n. 16, 9) maggio 748: PL 89, 946-47)
del papa a. s. Bonifacio; dalla quale veniamo a cono-
scere che questi aveva invocata la censura papale
contro un certo Virgilio, missionario tra i Germani,
fra l'altro per la teoria da costui professata che «sotto
la terra c'era un altro mondo e altri uomini, altro
sole e altra luna». Qualora ciò fosse stato vero, Boni-
facio «doveva convocare un concilio, scomunicare
Virgilio e privarlo della dignità di sacerdote, se sacer-
dote era». E il Papa proseguiva con queste prove:
«Tuttavia anche noi scriviamo al suddetto duca (di
Baviera, Ottilone) che in forza della nostra lettera di
inima, diretta a Virgilio, questi si presenti a noi per
sottoporlo ad un accurato esame e se risultasse essere
infetto di errore, sarà condannato con le sanzioni ca-
noniche». Null'altro. Se, ammettendo la sfericità della
terra, Virgilio ne avesse dedotto soltanto l'esistenza
degli a., altro non avrebbe fatto che seguire l'opinione
di Ilario e non sarebbe stato certamente condannato;
tanto più che Bonifacio era lettore assiduo delle opere
del venerabile Beda, il quale anch'egli aveva insegnato
quella opinione (*De rerum natura*, cap. 46). Se invece
Virgilio riteneva che gli a. appartenevano ad una razza
diversa da quella discendente da Adamo, la quale
perciò non avrebbe ereditato il peccato originale, sa-
rebbe stato giustamente condannato, perché avverso
alla dottrina della Chiesa, la quale insegna che tutti
gli uomini discendono da Adamo e tutti sono stati
redenti da Gesù Cristo.
Chi fosse in realtà questo Virgilio, non si sa esattamente;
alcuni lo vorrebbero identificare col monaco irlandese V. Ferghil, missionario e poi vescovo di Salisbury nel 760
e venerato come santo; ma questo è ben lontano dall'essere
provato (v. VIRGILIO). E neppure si conosce se abbia avuto
luogo l'inquisizione e la condanna di Virgilio, né presso
il concilio che Bonifacio avrebbe dovuto convocare, né
presso il tribunale supremo del Papa. Ciò però nulla toglie
al valore della risposta. La Chiesa non ha dunque mai
condannato la teoria della sfericità della terra, né quella
degli a., quando fu bene intesa.