ANTONINO da Lodi. — Missionario, al secolo Ago-stino Pezzoni, n. il 19 nov. 1777, si fece cappuccino a Orta il 4 apr. 1796. Dopo aver lavorato alcuni anni con zelo nella prefettura apostolica di Mesolcina, fu destinato (27 apr. 1805) alla missione dell'Indostan, dove si dedicò con entusiasmo allo studio delle lingue locali e vi tradusse il Pentatuzzo, il Salterio, il Nuovo Testamento, vari libri liturgici ed altri per la istruzione degli indigeni. Nel 1824 ritornò a Roma, dove umiliò alla Congregazione di Propaganda Fide una dettagliata relazione, nella quale abbondano le notizie sul Tibet, Nepal e Indostan. Tra i mezzi da lui proposti per facilitare la conversione dei pagani e lo sviluppo della vita cristiana risaltano questi: a) un seminario per il clero indigeno; b) scuole elementari dipendenti dalle missioni; c) circoli di studio presso le singole residenze. La Congregazione lo nominò pri-

mo vicario apostolico del Tibet e vescovo titolare di Hesebon. A. ricevette la consacrazione episcopale il 12 dic. 1825 ; governò la missione per 16 anni ( 1826 1842), moltiplicando le opere di zelo, percorrendo il vastissimo vicaria
mo vicario apostolico del Tibet e vescovo titolare di Hesehon. A. ricevette la consacrazione episcopale il 12 dic. 1825; governò la missione per 16 anni (1826-1842), moltiplicando le opere di zelo, percorrendo il vastissimo vicariato, finché, affranto dalle fatiche, nel 1842 si ritirò nel collegio missionario di S. Fedele di Roma, dove insegnò per alcun tempo l'Indostano ai futuri missionari, e compilò una Grammatica italiana e indostana, pubblicata nel 1874. Il 3 ott. 1844 morì a Lugano, nel convento dei Cappuccini, ove si conservano tuttora parecchi suoi manoscritti.