ARISTOBULO di ALESSANDRIA. - Filosofo giudeo ellenista, vissuto, pare, ad Alessandria al tempo di Tolomeo IV Filometore (181-145 a. C.) al quale dedicò la sua opera, che è un ampio commento al Pentateuco.
Dai pochi frammenti pervenutici e da quanto dicono gli antichi, specialmente Clemente Alessandrino, risulta che A. precorse Filone, inaugurando un'interpretazione tutta allegorica della Bibbia, di cui abilmente si servì, forzando talora il testo biblico, per far risultare una perfetta omoge-neità d'insegnamento con la filosofia greca. Comune con Filone A. ebbe l'idea, condivisa anche da alcuni apologisti cristiani, della derivazione del pensiero greco dalla sapienza ebraica. Asseriva che, prima dei Settanta, esisteva una tra-duzione greca della Bibbia, utilizzata dai più eminenti poeti (Orfeo, Omero, Lino, Esiodo) e filosofi (Pitagora, Socrate, Platonici) ellenici; e citava all'uopo versi o passi, in gran parte spuri e fittizi, di tali antichi scrittori. È problematica l'identificazione, che fa Clemente Alessandrino (Stromata, V, 14, 97), di questo A. con quello di II Mach. 1, 10.