ARJONA, MANUEL MARÍA de. - Poeta spagnolo n. in Osuna, presso Siviglia, il 12 giugno 1771, m. a Madrid il 25 luglio 1820. Le sue fonti di ispirazione possono esser ridotte a tre: la letteratura latina, l'italiana e la religione. Tra i poeti latini ebbe caro soprattutto Orazio; dei nostri tradusse alcune cose dal Verri, dal Filicaia e dal Guarino; Roma gli ispirò una delle sue più lodate composizioni di gusto classico, intitolata appunto Las ruinas de Roma (1808). Con altre sue poesie, come quelle A la Natividad de Nuestra Señora, A la Immaculada Concepción, A Jesús, Al pueblo hebreo, siamo nel campo del sentimento religioso, ch'egli ebbe vivo e sincero, e del quale informò non solo i suoi versi ma anche la sua vita, una vita singolarmente travagliata che, da canonico della cappella di S. Fernando e poi della cattedrale di Cordova, lo fece trovar coinvolto in accuse di partecipamento verso l'invasione francese, nonostante che, invece, egli si adoperasse sempre a compiere il proprio dovere con zelo e spirito patriottico.
ARJONA, MANUEL MARÍA DE
BIBL.: Le sue principali poesie (e fra esse anche il poema Las Ruinas de Roma e la trad. di un frammento del Pastor fido del Guarino) sono pubblicate in Poetas líricos del s. XVIII (Biblioteca de Autores Españoles, 63), Madrid 1871, pp. 499-550. Ruggero M. Ruggieri