ARUSPICINA. - È l’insieme delle dottrine degli aruspici, intese ad interpretare la volontà degli dèi attraverso l’esame delle viscere delle vittime; si che il termine equivale ad *extispicium*. L’a. è di indubbia origine etrusca, come etrusca è probabilmente la prima parte del nome. Le vere *hostiae consultoriae*, ossia gli animali, le cui viscere servivano alla consultazione, erano il bue e la pecora, ma soprattutto la seconda.
Fra le viscere occupava un posto quasi esclusivo il fegato; si esaminavano però anche il fiele, il cuore, i polmoni. Nell’esame del fegato gli aruspici avevano elevato il loro virtuosismo ad un grado estremo: si osservava il colore delle fibre, il numero delle fessure superficiali e si suddivideva l’organo con una topografia complicata in tante caselle, ognuna delle quali aveva il suo significato ed era sacra ad una divinità differente. Così sembra almeno di poter dedurre dal noto fegato bronzo di Piacenza. Fra l’a. etrusca e quella babilonese sussistono alcuni rapporti, ma non sappiamo se siano dovuti ad influssi diretti.