FRANCHI. — Sconosciuta la preistoria dei F. avanti il loro ingresso in Gallia. Si può solo inferire un loro precedente stanziamento sulla riva destra del Reno inferiore: di là, il re Clodione li avrebbe tratti sulla riva sinistra fissando la sede del suo primitivo governo a Tournai.
L'indebolimento del limes romano sul Reno, alla metà del III sec. d. C., aveva già dato la possibilità alle tribù franche di attraversare il fiume. I loro nuovi stanziamenti non furono ottenuti senza lotta; Aureliano, nel 274, li pose in fuga; poco dopo, anche Probo faceva condurre dai suoi luogotenenti guerre contro i F.; ancora Massimiano li sconfigge il costringa alla pace; così poi Costanzo Cloro, Costantino, Costante. Ma nel 350 possono approfittare della guerra civile fra Costanzo e Magnenzio per assicurarsi più stabili insediamenti in Gallia. Ultimo, realizza l'intimità romana nella Gallia e in Germania, Giuliano l'Apostata, che, ottenuta la restituzione di Colonia, elimina i gruppi dei F. dal territorio romano. Una serie di patti rende vassalli di Roma le tribù vinte. Si può, da allora e per ora, un secolo, parlare di civilta romano-franca: notevole l'apporto dei F. all'organizzazione civile e soprattutto militare romana. Cominciano ad infiltrarsi nei comandi generali di origine gallica.
Abbandonata, sotto Teodosio, la frontiera del Reno, le tribù franche poterono stanziarsi sull'altra riva, senza più timore. Saccherigiano, distrussero. Il franco romanozato Arbogaste, fatta assumere la dignità imperiale ad un suo uomo, Eugenio, fece del suo popolo un federato dell'Impero. Stilicono seguì la stessa via, senza peraltro ottenere una valida resistenza franca contro i Vandali, gli Alani e gli Svevi sopraggiungenti. Poco oltre l'inizio del V sec. tutta la regione di Treviri e di Colonia è in munì franche, mentre si accentua il movimento dei Sali, condotti dai loro re Clodione e Meroveo, dal quale doveva venire il nome alla dinastia merovingia. Per breve ora, Ezio ristabilisce il limes; ma, se i F. Ripursi sono respinti, i Sali restano nei loro insediamenti, quali federati di Roma. Dopo Ezio, si può dire che ogni resistenza cessi in Gallia: essi resta, tuttavia, il paese dell'Occidente più romanzato e che per secoli manterrà vivi; frequentati i rapporti con l'Italia e la difesa delle istituzioni romane.
Fin dal principio del V sec. fermenti autonomisti si erano fatti, del resto, palesi in Gallia. I F., cristianizzati, avevano preso guardare, nelle frequenti crisi dell'autorità monarchica, ai vescovi come alla sola autorità e al solo vincolo nell'instabile tessuto connettivo, rappresentato dalle città. Dopo Meroveo, Childerico assume una posizione preponderante in tutta la Gallia romana. Siagrio, figlio di Egidio, mira a costituirsi una signoria indipendente (Gregorio di Tours lo chiama Re dei romani) ma, successo a Childerico Clodoveo, Siagrio è sconfitto e fatto uccidere.
Clodoveo appare il grande costruttore della monarchia franca. Pone la sua sede i Parigi, sottomette l'un dopo l'altro regno al suo potere, rendendolo centrale e, sposata la cattolica principessa burgunda Clotilde, si converta al cattolicesimo, seguendo, con il suo atto, l'avvento di una Francia, figlia primogenita della Chiesa romana. Non passerà molto più di un secolo che, successi ai Gori i Longobardi in Italia, i F. si affacceranno sulla scena dell'antico e nuovo centro del mondo, per poi esercitare un ruolo di prima grandezza.
Fedele di Roma, nelle istituzioni oltre che nello spirito indubbio di accostamento alla civiltà che la anima, la monarchia merovingia è una palese imitazione dell'Impero romano. Ereditarie il potere monarchico, fondato il potere regio su una aristocrazia militare e poi fondiaria, diviso il popolo nelle tre classi dei liberi, semiliberi e schiavi: la lex Salica è il documento fondamentale per la conoscenza delle istituzioni franche. Fra romani e barbari, nella nuova monarchia franca, mentre in Italia si avrà il non riuscito tentativo di Teodorico, si stabilisce un rapporto di parità, che diviene la più sicura garanzia di progresso civile.
Eredi in questo dell'antica dignità dei predecessori Celi, i F. ottennero l'umanità stima, ed il rispetto, dei Romani: se la tradizione letteraria li farà affini ai Greci, per la mancanza di fede ai patti, d'altra parte sacro è, presso di loro, l'ospite. Di preta tradizione germanica il fondamento del loro diritto penale, che è nella fida, nonché nel prateria sanguinis, attribuito alla persona, ma amanti, a differenza dei Germani, dell'agricoltura e, in particolar modo, della cultura dei cereali, della vite, del giardinaggio. Profondo traspare dalla lex Salica il rispetto della proprietà privata, forte e sana la concezione della famiglia, nel cui seno opera una stretta solidarietà. Priva di caratteri originali, come si rivela dalle suppellettili tombali, l'arte franca.
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