AUGER, EMOND

AUGER, EMOND. - Uno dei più insigni fra i primi gesuiti francesi. N. in Aleman (Champagne) nel 1530, fu ammesso nella Compagnia a Roma (1550) e formato dallo stesso s. Ignazio. Professore nel Collegio romano, a Perugia e a Padova, tornò in Francia nel 1559. Cominciò ad insegnare a Pamiers ed a Tournon, ma presto si dedicò, con zelo incredibile e pari successo, alla predicazione e alla lotta contro l’eresia nella Francia meridionale, allora travagliata dal calvinismo. Nel 1562, catturato a Valenza dagli ugonotti, scampò per poco al martirio. Primo provinciale di Aquitania (1564), predicatore del re Carlo IX, cappellano dell’esercito del duca d’Angiò, fu poi confessore e predicatore del medesimo, divenuto Enrico III, e si servì per il bene della Chiesa cattolica della grande fiducia che il re gli mostrava. Autorizzato solo nel 1587 a ritirarsi dalla corte, dovette poco dopo lasciare la Francia a causa della sua ostilità contro la Lega; morì a Como il 19 genn. 1591.

Oltre alla sua azione per lo sviluppo della Compagnia in Francia (con la fondazione di importanti collegi) e al suo influsso sulla politica religiosa, A. si distinse per la sua attività straordinaria di predicatore e di controversista, in confronto alla quale la sua produzione letteraria, benché considerevole, può dirsi secondaria. Questa contiene opere umanistiche (ed. scolastica di Murziale, Roma 1558), trattati di controversia contro i calvinisti, specialmente sulla dottrina dei Sacramenti, scritti ascetici d’occasione (Le Pé-dagogue d’armes pour un prince chrétien, Parigi 1568; lettere consolatorie per i cattolici), traduzioni varie (i tre primi libri dell’Initiazione di Cristo, la Storia delle missioni dell’India del Maffei).

Di grande importanza è la sua opera catechistica, che gli valse il titolo di «Canisio della Francia». I due catechismi, il grande (Sommaire de la doctrine chrétienne, 1563) e il piccolo (prima del 1568), pubblicati da A. in francese e poi in latino (e il piccolo anche in greco per i collegi), ebbero in breve largissima diffusione, molte ristampe e traduzioni. Il gesuita portoghese Francesco Antonio ne diede a Madrid (1592) un’edizione latina, arricchita dei testi delle fonti (come il Busco aveva fatto per il Canisio). Seguendo la stessa divisione del catechismo tridentino (simbolo, precetti e preghiera, Sacramenti), il catechismo di A. è meno erudito di quello del Canisio, ma, in forma dialogata, più si avvicina ai catechismi moderni; senza entrare in polemiche, confuta appieno l’eresia calvinista. Malgrado le sue qualità, il catechismo di A. fu sostituito, dopo alcuni decenni, anche nei collegi dei Gesuiti francesi, dal Canisio e da altri catechismi posteriori.

BIBL.: N. Bailly, Historia vitae r. p. Emundi Augerii, Parigi 1652; J. Doringy, La vie du p. E. A. S. I. confesseur et prédicateur de Henri III, Lione 1716; Fr. J. Brand, P. Emundi Augerii, S. I. «François Canisius» in seinem religiösen und sozialen Wirken zur Zeit der Hugenotten, Cleve 1903; H. Fouqueray, Histoire de la Compagnie de Jésus en France, I-II, Parigi 1910-13; Fr. J. Brand, Die Katechismen des E. A. S. I., Friburgo 1917; P. Deslandres, Le p. E. A. confesseur de Henri III, in Revue des études historiques, 104 (1937), pp. 28-38; J. Dutilleul, S. V. in DHG, V, coll. 378-83; Sommervogel, I, coll. 632-42.