AVOGADRO DELLA MOTTA, EMILIANO. - Scrittore e uomo politico, n. a Vercelli l'8 ott. 1798, m. il 9 febbr. 1865. Dottore in legge, riformatore delle scuole, promotore di studi storici, filosofici, giuridici, specie tra i giovani, si dette nel 1848 all'azione politica e al giornalismo cattolico, prendendo a seguire le direttive di J. de Maistre. Collaboratore dell'Armonia e dell'Unità Cattolica, pubblicò una Rivista
retrospettiva (Vercelli 1848) per eccitare i cattolici a combattere il liberalismo, e il Saggio intorno al socialismo (Torino 1851), assai lodato dal p. Taparelli, che ebbe molte edizioni. Collegato con questo è il saggio Sul valore scientifico e le pratiche conseguenze del sistema filosofico dell'abate Rosmini (4ª ed., Napoli 1877) nel quale l'A. vede una nuova forma di panteismo. Deputato al Parlamento (1853-60), fu solidale con il Solaro della Margherita. Contro il divorzio e il matrimonio civile stese una vigorosa Teorica sulla istituzione del matrimonio (Torino 1859). Furono pubblicati postumi gli studi religiosi e sociali dal titolo: Gesù Cristo al sec. XIX (Modena 1873). Egilberto Martire