BALDUCCI, NICOLA. - Scrittore ascetico, n. a Roma sull'inizio del sec. XVII, m. nel 1684. Accolito apostolico, poi oratoriano, fu stimato per pietà e dottrina. Come deputato della Congregazione di Propaganda Fide presentò ad Urbano VIII le lettere reverenziali del re del Congo neo-convertito. Amico del card. Petrucci, Malaval (v.). Scrisse molto, ma non si ha una bibliografia completa delle sue opere (originali e traduzioni), perché molte di queste furono pubblicate anonime o con pseudonimo.
Tra le sue opere originali sono da ricordarsi: Il Batteismo spirituale, cioè considerazioni delle cerimonie, ecc., Roma 1668, sotto lo pseudonimo Baldo Nicolucci, cui più tardì aggiunse: Riflessioni sopra il Battesimo spirituale, Vita di due venerabili servi di Dio, Angelo Fiorucci e Bartolomeo Tanari (Roma 1671, sotto lo pseudonimo Lucio Labacci); Vita di s. Nilo (Roma 1628); Cento considerazioni sopra la dignità sacerdotale (s. l.s.d.); Compendio della vita di s. Filippo Neri (sotto lo pseudonimo Giovanni Torri; s.l.s.d.); Soliloqui devoti sopra la Passione (s.l.s.d.). Pubblicò anche Ignitum cum Deo soliloquium... di P. PETERS, GERLACH (v.). Traduise inoltre le Lettere del B. Giovanni d'Avila (parte 3ª) premettendo un compendio della vita del medesimo (s.l.s.d.).
Gli si attribuiscono inoltre oratori, poesie spirituali, novenze, meditazioni. Delle opere inedite si trovano i manoscritti presso la biblioteca Vallicelliana di Roma.
Divulgò in Italia, sebbene in buona fede, le idee quietiste con le sue traduzioni, poste all'Indice nel 1688, delle opere di F. Malaval (Pratica facile in forma di dialogo per elevare l'anima alla contemplazione, Roma 1672, sotto lo pseudonimo Don Lucio Labacci) e di G. Falconi (Alfabeto per saper leggere in Cristo libro di vita eterna, Roma 1665, anonimo).