BAR KÖKHÉBHÁ. - Capo dell'ultima rivolta dei Giudei sotto l'imperatore Adriano.
Il suo nome ci è pervenuto in forme diverse. Le fonti cristiane lo chiamano Bar Kökhébhá o « figlio della stella », alludendo alla qualità messianica (Num. 24, 17), riconosciutagli anche dal famoso Rabbí 'Aqibá (v.). Nelle fonti giudaiche è denominato Bar Közbíhá forse dal nome paterno o dal luogo di origine, ma più tardi, in seguito al disastroso fallimento, si spiegò nel significato etimologico « Figlio della menzogna » (Közébhá). Il suo vero nome, noto dalle monete, era Simone.
Per mancanza di fonti poco sappiamo della lunga e terribile lotta diretta da B. K. contro i Romani, che dovette essere violenta quasi quanto quella del 70, Flavio Giuseppe (v.). L'insurrezione sembra fosse provocata da nuove restrizioni riguardo ai Giudei, già appresi sotto Traiano. Pare che Adriano abbia proibito il rito della circoncisione, considerata come « castrato » (Sparziano, De vita Hadriani, 14); il forte malcontento fra i Giudei fu aumentato dal proposito di seguire a Gerusalemme un piano regolatore, naturalmente secondo la concezione ellenistica.
La rivolta, condotta piuttosto col metodo snervante della guerriglia, scoppiò nel 132. B. K. s'impadronì di Gerusalemme; coniò moneta con l'iscrizione: « Simone principe d'Israele » o « della redenzione di Gerusalemme ». Ispiratore di audace eroismo negli insorti era il convincimento che l'auspicato Messia era venuto finalmente a sollevare dall'abiezione il popolo di Jahweh. Per questo motivo religioso B. K. infierì molto contro i cristiani che si rifiutavano di riconoscerlo per Messia (Giustino, Apologia I, 31; Eusebio, Chronicon, ed. R. Helm, II, Lipsia 1913, p. 201). Solo nel 135 il generale romano Giulio Severo poté vincere l'ultima resistenza a Bethar (oggi Bittir, 12 km. a sud-est di Gerusalemme), ove rimase ucciso anche B. K. Adriano ne diede l'annunzio al senato omettendo la formola solita che l'esercito era in buono stato; la Giudea era ridotta quasi un deserto (Dione Cassio, LXIX, 14). Fu severamente proibito ai Giudei di entrare nella nuova città Colonia Aelia Capitolina, che sostituì l'antica Gerusalemme. Varie leggende, introdottesi nel Talmud, dànno iperboliche descrizioni della campagna di B. K. e della crudele repressione.
BARLAAM, santo, martire. - Nativo d'Antiochia nel sec. IV. In sua lode si hanno un'omelia del Crisostomo (PG 50, 675-82), una attribuita a S. Basilio (ibid., 31, 484-89) e quelle di Severo d'Antiochia (Analecta Boll., 22, 133-34), nonché la sua Passione in greco (ibid., p. 139 sqg.). Metodi particolarmente atroci furono escogitati per tormentarlo. La festa nel Marti- rologio romano ricorre il 19 nov.