BĀRĀJTHĀ'

BĀRĀJTHĀ'. - Insegnamento «esteriore, estraneo» (cf. nel diritto canonico le Extravagantes), non compreso cioè nella Miñāh (v.), il codice alla Giuda (v.) il Santo. Tali norme legali vengono dette b. nel TalmūBABILONESI (v.), mathnithā' (insegnamento, giure tradizionale) nel Talmūd palestinese. Sono tuttora discussi i rapporti che intercorrono tra B. e Tōsephtā' (v.), dato che la massima parte delle b. non è compresa nella Tōsephtā'. Altri adducono delle ragioni particolari per spiegare l'esclusione di 76 norme legali di R. Hijjā' dal «corpus» della Tōsephtā'. Amorei (v.) si considerava non obbligatoria la conoscenza del testo di una b. Le b. di R. Hijjā' e di R. Hōšājāh vengono riferite dai due Talmūd (babilonese e palestinese), ma anche dagli antichi Midhāšim (v. MIDHRĀŠ), che sono di carattere prevalentemente precettistico. Come la Miñāh e la Gēmā'rā' (v.), anche la b. contiene molti elementi narrativi (haggādici).

BIBL.: H. Strack, Einleitung in Talmud und Midrasch, 2ª ed., Monaco 1921, p. 2; A. Guttmann, Das redaktionelle und sachliche Verhältnis zwischen Milna und Tosefta, Breslavia 1928; B. Weller, Baraita, in Eur. Ind., III, coll. 1055-57; A. Spanier, Die Toseftaperiode in der tannaistischen Literatur, Berlino 1936. Eugenio Zolli
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“BĀRĀJTHĀ'.” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 472. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/barajtha.