BARSOTTINI, GEREMIA

BARSOTTINI, GEREMIA. - N. nella Versilia a Levigliani, comune di Stazzema, l'8 maggio 1812. A 18 anni entrò nella Congregazione degli Scolopi ed ebbe come maestri negli studi il p. Zucconi, il p. Gatteschi, il p. Inghiriani. Iniziò giovanissimo il suo insegnamento di retorica, prima nel collegio di Urbino, poi nel collegio di Modigliana; ordinato sacerdote nel 1836, passò all'insegnamento di umanità superiore a Firenze succedendo nel '48 nelle classi di retorica al p. Gatteschi.

Il B., pur coltivando gli studi di teologia, di S. Scrittura, di patrologia dedicò la sua vita all'attività letteraria. Ci rimangono tra le opere scolastiche: la Raccolta di prose e poesie, il Collegamento di brani scelti dell'Iliade, le Lezioni di retorica. Notevoli le prediche, i discorsi morali e patriottici, gli elogi funebri, le epigrafi, le poesie tra le quali citiamo: quindici canti alla Vergine, componimenti poetici per sacerdoti, pastori novelli, e alcuni drammi sacri: Debora e Giaele, Ester, L'ultimo giorno di Gerusalemme. Verso la fine del '56 lasciò Firenze, essendo stato eletto rettore delle scuole più di Pietrasanta. Vi rimase per quasi venti anni; tornato a Firenze morì il 1 giugno 1884; per la sua tomba il p. Mauro Ricci, suo scolaro, dettò l'epigrafe. Ebbe tra gli allievi il Carducci che lo ricordò in uno scherzo (Opere, I, pp. 308-10) e in una prosa sul Vengono di Rossetti (Opere, XVIII, pp. 241-42). Persona di molto buon gusto, il B. rappresentò degnamente a Firenze quella scuola classica, che ebbe, tra gli ec

clesistici, rappresentanti come mons. Golfieri a Bologna, l'abate Missirini a Roma.

Bibl.: Opere: Epigrafi, Siena 1889; Poesie, Prato 1891; Prose italiane, ivi 1892. - Studi: A. Evangelisti, La vita e l'opera del B., in Giosuè Carducci, Bologna 1934, pp. 108-54. Giovanni Fallani