BARTOLOMEO da SALUTÍO, venerabile. - Oratore, mistico, poeta francescano, al secolo B. Cambi, n. a Socana nel Casentino il 3 apr. 1558, detto «da Salutio» dal luogo di origine o di residenza del padre al suo entrare in religione. Frate minore a 18 anni, studiò nelle migliori scuole dell'Ordine, e passò, giovanissimo, a predicare e insegnare con successo. Dopo un breve periodo di travimento fuori del convento, che espìò con aspre penitenze, andò predicando con ardore apostolico, spesso in tono apocalittico, talvolta con prodigi, per tutta l'Italia, suscitando tali entusiasmi da preoccupare le autorità che gl'interdissero la predicazione. Passò gli ultimi 15 anni di sua vita dedito alla contemplazione, e morì a Roma in concetto di santità il 15 nov. 1617.
Delle sue prediche, che costituivano veri avvenimenti pubblici con sospensione dei lavori, chiusura dei negozi ecc., restano gli echi negli archivi e nelle cronache del tempo nonché il riflesso nelle sue opere spirituali, nelle quali si rivela anche uno dei più grandi mistici italiani del sec. xvii. La sua spiritualità è quella francescana ma con l'impronta della Controriforma e del proprio carattere
ardente ed impetuoso. Come prospatore e poeta mistico (qui ricorda Jacopone) ha un indiscutibile valore. Non assolutamente scevero dai difetti del tempo, li supera con la forte personalità e con l'abbondanza e sincerità di sentimento.