BARTOLI, Adolfo. - Critico ed erudito, n. a Fivizzano (Massa) nel 1833, m. a Genova nel 1894. Fu collaboratore con il Vieusseux dell'Archivio storico italiano, professore dal '60 al '68 nelle scuole medie e dal '69 nella Scuola superiore di commercio a Venezia. Nel 1874 fu chiamato all'Istituto fiorentino di studi superiori ad insegnare letteratura italiana. Cultore dapprima di filosofia, storia e politica, il B. si dedicò poi a instaurare l'indirizzo della critica letteraria « riportandola dalla concezione estetica desanctissima alla tradizione storica », integrata dal metodo più rigorosamente scientifico.
Oltre a pubblicare le Lettere del Beato Colombini (Lucca 1850), le Vite di uomini illustri di Vesp. da Bisticci (Firenze 1859) e i Viaggi di Marco Polo (ivi 1863), il B. scrisse una Storia della letteratura italiana di grandi proporzioni, che condusse fin al settimo volume e non oltre il Petrarca. Si legge ancor oggi volentieri per lo stile chiaro e vivace, per l'abbondanza delle notizie e l'anima che il B. mette nel racconto, ma semplicistico si rileva quel criterio onde si valse nei giudizi, e che consiste nella « esaltazione dell'umanesimo pagano contro l'ascetismo cristiano » (B. Croce).
BARTOLI, Adolfo. - Fisico e chimico, n. a Firenze il 19 marzo 1851 e m. a Pavia il 18 luglio 1896; è da ricordare per i suoi lavori di elettrochimica, specialmente sulla conducibilità elettrica delle soluzioni, e per altri notevoli studi sulla luce e sul calore. Nelle memorie sulla costituzione degli elettroliti (1882) egli ammise che in un liquido conduttore la sostanza di sciolta è dissociata in parti che vengono dalla corrente elettrica fatte migrare agli elettrodi e così separate. È l'ipotesi d'Arrhenius, che prese il nome dallo scien