BECCADELLI, Lodovico. - Nunzio apostolico; n. a Bologna il 29 genn. 1501, m. a Prato il 17 ott. 1572. Compì i suoi studi letterari a Padova sotto Benedetto Lampredio, dal quale apprese il greco. Nella giovinezza fu amico di Giovanni della Casa e poi del Bembo, di Trifone Gabriele, di Cosimo Geri. Quando Gaspare Contarini, nel 1534, fu creato cardinale, volle il B. al suo seguito in Roma e colà egli iniziò l'amicizia con Marcello Cervini e Bernardino Maffei, allora segretari papali. Fu con il card. Reginaldo Polo, quando questi nel 1539 andò legato a Carlo V, quindi con il Contarini quando, nel 1540, andò legato in Germania e lo accompagnò a Bologna nel 1542. Morto il Contarini in quell'anno, passò a Reggio per incarico del card. Cervini, che n'era vescovo, e vi rimase come vicario generale entrando in tal modo nella carriera ecclesiastica. Di là passò al servizio del card. Morone quand'egli, nel 1544, fu nominato legato di Bologna; ma vi rimase poco, perché Paolo III gli affidò l'educazione del quattordicenne Ranuccio Farese suo nipote. Nel frattempo ebbe anche l'incarico di recarsi a Trento per il Concilio (1545), dove in un primo tempo fu destinato come segretario, ma non vi rimase. Il 27 maggio 1549 Paolo III diede al B. il vescovato di Ravello e Giulio III, nel marzo 1550, lo inviò nunzio a Venezia, dove rimase sino al luglio 1554, tenendo il suo ufficio con grande accortezza e con soddisfazione di quella Signoria. Il 16 giugno Giulio III l'aveva intanto nominato suo vicarius in spiritua libus a Roma. Nel 1555 accompagnò il Morone nella breve legazione di Germania; poi il 19 sett. 1555 fu trasferito all'arcivescovato di Ragusa in Dalmazia, ove si portò a fare residenza; ne partì e fu presente al Concilio di Trento nel 1561-62. Poi, per invito di Cosimo I, duca di Firenze, ebbe temporaneo governo dell'arcidiocesi di Pisa e l'educazione del giovinetto card. Ferdinando, figlio di Cosimo. Rinunciò perciò all'arcivescovato di Ragusa nel dic. 1564 e fu invece provvisto con la prepositura di Prato, dove m. in fama di ottimo prelato e di dotto e valente studioso.
BECCADELLI, LODOVICO
BIBL.: Ne scrisse la vita Antonio Giganti, con la quale si apre la collezione: Monumenti di varia letteratura tratti dai manoscritti di mons. L. B., Bologna 1797, curata da A. Morandi. In essa, oltre le lettere, si ha la vita di P. Bembo scritta dal B.; P. Paschini, L'Inquisizione a Venezia ed il numero L. B., Archivio r. deput. romana di storia patria, 65 (1942), pp. 61-152.