Enciclopedia Cattolica vol. II, 1949 Arte Artisti

BECCAFUMI, DOMENICO

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Noto anche come: Domenico di Pace Beccafumi

BECCAFUMI, DOMENICO - Sacrificio a Baal, graffito su disegno di B. Siena, pavimento del Duomo.
BECCAFUMI, DOMENICO - Sacrificio a Baal, graffito su disegno di B. Siena, pavimento del Duomo.

BECCAFUMI, DOMENICO. - Pittore, n. intorno al 1486 in Val di Siena (Siena), m. a Siena nel maggio 1551. Si dimostrò aperto agli influssi dei maestri del suo tempo fin dalle sue prime opere legate ai modi di fra' Bartolomeo e di Mariotto Albertinelli: ad es., l'affresco per la cappella del Manto nell'ospedale di Siena, del 1512. In quelle immediatamente successive (la Trinità del 1514 e le Stimmate di s. Caterina del 1515, ambedue nella pinacoteca di Siena) sono evidenti gli influssi perugineschi; nel s. Paolo, anche del 1515, il B. definì ancor più chiaramente la sua personalità di manierista. Due anni più tardi iniziò col Sodoma e con Gerolamo del Pacchia, la decorazione della cappella di S. Bernardino a Siena, compiendo nel 1518 i due affreschi raffiguranti lo Spessilinio e il Transito della Vergine, interessanti per il linearismo fluente della composizione. Dipinse poi la tavola della Natività, nella chiesa di S. Martino, pure a Siena, nella quale predominano apporti dell'arte di Raffaello, le cui opere il B. aveva conosciuto durante la sua permanenza a Roma, tra il 1510 e il 1512. Divenuto pittore ufficiale della Repubblica di Siena, decorò in affresco un soffitto della casa di Marcello Agostini (poi Bindi-Sergardi); quest'opera, per l'abbagliante ricchezza di colori, per gl'inconsueti sfondi architettonici e per gli studiati effetti prospettici è meritatamente ritenuta fra le sue migliori.

Del 1528 è il Matrimonio di s. Caterina con la Madonna e otto santi (Siena, galleria Chigi-Saraoni); due santi recano l'impronta dell'arte di fra' Bartolomeo, mentre nella Madonna si riconosce l'influsso di Raffaello. Nel 1529 il B. ricevette l'ordinazione di decorare la sala del Concistoro nel palazzo Pubblico di Siena, lavoro ultimato dopo sei anni; quest'opera, oltre ad uno spiccato valore pittorico, ha grande importanza documentaria, poiché attraverso le varie scene vengono ricordati allegoricamente episodi della storia cittadina. Nel 1537 eseguì il famoso quadro di s. Michele per la chiesa del Carmine, sotto l'influsso di Michelangelo, tuttavia trasformato attraverso il suo spirito contemplativo senese.

Tra il 1538 e il 1539 dipinse per l'opera del duomo di Pisa il Vitello d'oro e il Castigo di Datau e Abiron e i Quattro Evangelisti; un anno più tardi iniziò gli affreschi per la tribuna del duomo di Siena (ultimati nel 1544) che testimoniano il raggiungimento della sua completa maturità artistica. Nel 1541 si recò a Genova, dove collaborò con Perin del Vaga nella decorazione del palazzo

Doria. Tornato a Siena, dipinse (1543) la Natività della Madonna per il convento di S. Paolo, notevole per la costruzione a piani geometrici delle figure e per la sfolgorante ricchezza dei colori.

Il B. fu uno dei primi manieristi toscani. La composizione bizzarra e stravagante, i forti contrasti di luce e di ombra, la continua mutevolezza del colore sensibilissimo alla luce e agli elementi formali, costituiscono gli attributi fondamentali della sua fisionomia di artista.

Egli, inoltre, partecipò al compimento dei graffiti del pavimento del duomo di Siena, iniziando il lavoro nel 1517 e continuandolo durante tutto il resto della sua vita.

Artista versatile eseguì anche stendardi, opere di architettura provvisoria, addobbi ecc.; l'ultima sua opera furono gli angeli di bronzo per il duomo di Siena. - Vedi Tav. LXXI.

S. CATERINA RICEVE LE STIMMATE Siena, Accademia di Belle Arti.
Tav. LXXI S. CATERINA RICEVE LE STIMMATE Siena, Accademia di Belle Arti.(fot. Alinari)
Bibliografia7 opere
BIBL.: M. Gibellino-Krasceninnicowa, Il B., Firenze 1933 (con bibl. precedente); G. F. Hartland, De re metallica. Eine allegorische Holzschnittfolge des D. B., genannt il Maccherino, in Jahrbuch der preussischen Kunstsammlungen, 60 (1939), pp. 103-10; M. Gibellino-Krasceninnicowa, Un quadro di D. B. nel museo di Stato di Berlino, in Le arti, 2 (1940), pp. 238-259; cf. anche la serie di note raccolte sotto il titolo comune Per D. B., in Critica d'arte, 1 (1934-36); C. Brandi, Alcuni disegni di B., pp. 281-82; M. G. K., Una Sacra Famiglia di D. B., p. 282; A. Gabrielli, Un quadro e due disegni ignoti del B., pp. 283-84.

Maria Gibellino-Krasceninnicowa

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Di Maria Gibellino Krasceninnicova

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), coll. 1122–1123.

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Altre voci di Maria Gibellino Krasceninnicova: BCROVIKOVSKIY, VLADIMIR LUKIČ · CEVAKINSKY, SAVVA · IVANOV, ALEKSANDR ANDREEVIČ · NESTEROV, MICHELE · QUARENGHI, GIACOMO

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Gibellino, Krasceninnicowa Maria. “Beccafumi, domenico.” In Enciclopedia Cattolica, vol. II, coll. 1122–1123. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949. https://azioneromana.com/it/article/beccafumi-domenico.

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Gibellino, Krasceninnicowa Maria. “Beccafumi, domenico.” Enciclopedia Cattolica, vol. II, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949, coll. 1122–1123. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/beccafumi-domenico.

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