**TRANSITO (DORMIZIONE) DI MARIA.** - Aporcifio, molto diffuso nell'antichità, sulla morte ed assunzione della Vergine. Dopo aver narrato la vita di nascondimento e di preghiera di Maria, l'operetta descrive il miracoloso accorrere degli Apostoli ed Evangelisti (quelli morti risuscitano) da tutte le parti del mondo. A Giovanni, proveniente da Efeso e fittizio autore del libro, si assegna la parte principale nelle preghiere e nelle decisioni (cf. Io. 19, 27).
Ognuno narra alla Vergine il motivo ed il modo del proprio accorrere: avendo i Giudei costretto le autorità militari romane ad agire contro la Vergine e gli Apostoli. Dio protegge costoro trasportandoli in Gerusalemme. Di domenica Gesù appare alla Madre dicendole: «Ecco, da questo momento il tuo prezioso corpo sarà trasportato in paradiso e l'anima tua santa nei cieli, nei tesori del Padre mio in trascendente splendore, ove è la pace e la lettizia dei santi Angeli». Il transito è così descritto: «Allora il volto della Madre del Signore risplendette più della luce, e levatasi in piedi benedisse con la propria mano ciascuno degli Apostoli e tutti resero grazie a Dio: e il Signore, stendendo le sue mani immacolate, accolse la santa e pura anima di Lei». Dopo 3 giorni il corpo viene trasportato in paradiso dalla sepoltura. Gli Apostoli ritornano miracolosamente nelle loro città.
Il libretto è una bella glorificazione di Maria, anche se non è affatto lecito additarlo come il fondamento e la base della teologia e pietà mariane, di cui si hanno documentati molto più antichi e sicuri; grande importanza ha la sua testimonianza esplicita del mistero dell'Assunzione. Ne esistono versioni in latino, siriaco, copto (dialetto «à'idico e hobajirico), arabo, etiopico ed armeno. La diversità abbastanza profonda fra alcune di queste traduzioni fa supporre testi differenti anche nell'originale greco (secc. IV-V), del quale si segnalano fino a 4 recensioni.
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