TRANSUSTANZIAZIONE

TRANSUSTANZIAZIONE. - Etimologicamente (lat. trans=oltre, substantia=sostanza) indica il passaggio di una sostanza in un'altra. È del sec. XIII l'espressione ufficiale della Chiesa per indicare la via per la quale si attua la presenza reale del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo nell'Eucaristia, ossia la mirabile e singolare conversione di tutta la sostanza del pane nel Corpo e di tutta la sostanza del vino nel Sangue di Gesù Cristo, rimanendo immutate solamente le apparenze del pane e del vino (Conc. di Trento, sess. XIII, can. 2; Denz-U, 884).

Tale dottrina implicita nelle parole di Gesù « Questo è il mio Corpo » e « Questo è il mio Sangue », fu lentamente formulata, in termini equivalenti, dai Padri (trasmutazione, trasformazione, transelementazione ecc.; V. EUCARISTIA, III, col. 764), dagli autori ecclesiastici dell'età carolingia (cf. C. Gliozzo, La dottrina della conversione eucaristica in Pascasio Radberto e Ratrammo manaci di Corbia, Palermo 1945), dal Sinodo Lateranense del 1079 contro Berengario di Tours (substantialiter converti: Denz-U, 355; cf. A. Lentini, Alberico di Montecassino nel quadro della Riforma gregoriana, in Studi

Gregoriani, IV, Roma 1952, pp. 55-109, spec. p. 66), finché nel sec. XII venne introdotta la felice espressione transubstantiatio, che fu accolta nei documenti ufficiali della Chiesa dal Concilio Lateranense IV (1215) al Tridentino (Denz-U. 430, 465, 581, 698, 884).

Si ritenne che il primo ad usare la parola transubstantiare fosse stato il vescovo di Autun, Stefano di Beaugé (m. nel 1139 o 1140) nel Tractatus de Sacramento Altaris, cap. 13: « Oramus ut cibus hominum fiat cibus Angelorum, scilicet ut oblatio panis et vini transubstantietur in Corpus et Sanguinem Jesu Christi » (PL. 172, 1291); ma il p. D. Van den Eynde dimostrò (Le tractatus de Sacramento Altaris faussement attribué à Etienne de Beaugé, in Recherches de théologie anc. et méd., 19 [1952], pp. 225-43) che quest'opera non è di Stefano di Beaugé ma di un autore della seconda metà del sec. XII (forse dell'altro Stefano, che fu vescovo di Autun dal 1170 al 1189 ca.); rimane quindi come prima testimonianza accertata di questo termine il passo redatto ca. il 1150 da Rolando Bandinelli (poi papa Alessandro III): « Verumtamen, si necessitate imminente, sub alterius panis specie consecraretur, profecto fieret transubstantiatio, Sanguinis autem numquam fit nisi de vino transubstantiatio » (Sententiae, ed. U. Gietl, Friburgo in Br. 1891, p. 231). Le testimonianze susseguenti sono numerose (cf. J. De Ghellinck, L'Eucharistie au XIIe siècle en Occident, in DThC, V. coll. 1287-1302). Di questo termine, respinto da Lutero e da tutti i protestanti, ma dichiarato dal Concilio di Trento espressione « aptissima » del dogma cattolico molto si disputò nell'ambito della dottrina ortodossa (v. EUCARISTIA, III, coll. 764-66), mai però fu messo in dubbio il valore e il preciso significato fino a questi ultimi anni, nei quali si è tentato di svuotarne il reale contenuto facendo ricorso al concetto di una trasformazione totale non in senso sostanziale ma nel puro ambito delle significazioni (t. simbolica). L'errore è stato individuato e respinto da Pio XII nell'encicl. Humani generis, 12 ag. 1950 (cf. A. Piolanti, De symbolismo et ubiquismo eucharistico a Pio XII proscripto, in Euntes docete, 4 [1951], pp. 56-71).

BIBL.: cf. le opere cit. alla V. EUCARISTIA, III, coll. 766-67. E. Demoutet, La théol. de l'Euch. à la fin du XIIe siècle. La théol. de Pierre le Chautre d'après la Summa de Sacramentis, in Arch. d'hist. doctr. et litt., 14 (1943-45), pp. 204-208; A. Michel, Transubstantiation, in DThC, XV, coll. 1396-1406 (con bibl.). Antonio Piolanti
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“TRANSUSTANZIAZIONE.” Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), p. 288. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/transustanziazione.