QUARENGHI, GIACOMO

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QUARENGHI, GIACOMO - Architetto, n. nel 1744 a Valle Imagna (Bergamo), m. nel 1817 a Pietroburgo. Suo padre e suo nonno furono pittori. Dapprima studiò pittura e a Roma fu scolaro di Raffaello Mengs. Passò all'architettura quando subì l'influsso fortissimo del Palladio. Si dedicò allo studio delle antichità classiche e giunse ad elaborare un proprio stile sobrio ma potente.

Nel 1771 il Q. riedificò la chiesa di S. Scolastica, a Subiaco. Nel 1779 si recò in Russia al servizio di Cate-rina II, diventandone l'architetto ufficiale. Non abbandonò poi più quella corte. Successivamente lavorò per Paolo I e per Alessandro I. Esplicò la sua attività specialmente a

Pietroburgo, ove furono sue opere principali il Palazzo Inglese, il Teatro dell'Ermitage (1782-85), ispirato a quello di Vicenza, l'Accademia delle Scienze, la Banca di Stato (1783-88), la Borsa, la cappella dei Cavalieri di Malta (1798-1800), il Palazzo dell'Istituto Smolini (1806-1808). A Tzarskoe Selo costruì il Palazzo Alessandro (1792-96). Costruì pure molti palazzi per privati.

Nelle sue costruzioni il Q. adottò i principi fondamentali dell'arte palladiana sia nella soluzione delle piante come nella chiara distribuzione delle masse equilibrate sia negli esterni che negli interni. Ottimo disegnatore e colorista, scavò un profondo solco nell'architettura e nella civiltà russa, contribuendo ad infondere nello spirito degli architetti russi il gusto per la nobiltà delle proprie zioni, per la concezione austera e raffinata dello stile.

BIBL.: G. Quarenghi, *Fabbriche e disegni di G. Q.*, Milano 1821; E. Lo Gatto, *Gli artisti italiani in Russia*, I. Roma 1924; M. Gibellino Krasceninnicowa, *Storia dell'arte russa*, II, 1937.