Da questa, prima attribuita a Boccaccio Boccaccino (O. Mündler, Cavalcasselle, Morelli), il Bode ha preso lo spunto per la costituzione di un gruppo di opere a se stante, indipendente dal Boccaccino, e creazione di una personalità determinata. Tra le opere attribuite la più importanti sono: a. Bribano (frazione di Sedico, Belluno), S. Niccolò; Madonna col Bambino, s. Rocco e s. Nicola; a Milano, Brera; Adorazione dei Magi (n. 317); Battesimo di Cristo (in collaborazione con Marco d'Oggiono (n. 318); Madonna e Angeli (n. 789); SS. Pietro e Giovanni Apostolo, firmato a Iohès Augustinus Laudesis P. (per il Suida è copia da un originale dello P. B.); ancora a Milano, contessa del Majno Soranzo, Testa di giovannetta; ivi, duca Gallarati Scotti, Santa Martire; ivi, Guido Cagnola, Madonna con un angelo; ivi coll. Albertini (già Gall. Crespi), Madonna con il Bambino; Modena, Gall. Estense, Madonna e s. Sebastiano in un paesaggio (n. 490); Murano, chiesa di S. Pietro Martire, Madonna in trono con santi; Venezia, Accademia, oltre la Lavanda dei piedi, già citata, Madonna con s. Simeone e s. Girolamo (n. 605) e Cristo tra i Dottori (n. 598); chiesa di S. Stefano, sagrestia, Madonna con s. Caterina e un donatore; chiesa di S. Lazzaro degli Armeni, Madonna; Verona, Museo, S. Marta e Maria Maddalena. Dall'esame delle opere risulta la posizione del pittore tra la Lombardia e il Veneto, che aveva originato la confusione con il Boccaccino.
Si è tentato di identificare l'anonimo pittore con quel Giovanni Agostino da Lodi che firmò il quadretto con i SS. Pietro e Giovanni, ora a Brera, sopra citato, opinione generalmente accettata. Il Suida ritiene invece il quadro di Brera una replica; pur lasciando in sospeso la questione, propende per il nome di Andrea di Appiano, legato dalla tradizione a due opere attribuite allo P.-B., conservate a Brera, provenienti dalla chiesa milanese di S. Maria della Pace. Altra questione interessante è l'attribuzione, nella tradizione veneziana, di molte opere del nostro a un pittore «Perugino».