È una figura di artista che negli ultimi tempi ha assunto notevole importanza e della quale la critica ha sottolineato i meriti, risollevandolo dalla dimenticanza del passato, causata in gran parte dalle polemiche suscitate dalle sue costrizioni in Roma, al tempo di Benedetto XIII che lo protesse, insieme a molti altri artigiani e capomastri di Benevento. Egli appare sempre più il primo architetto del Settecento che intenda in modo diverso dal sontuoso barocco l'urbanistica e l'architettura minore, che dalle opere di lui ebbero vivo e singolare sviluppo. Sue opere fondamentali in Roma sono la sistemazione della Piazza di S. Ignazio con i caratteristici edifici di gusto squisitamente settecentesco, ma razionalmente ideati per sfruttare al massimo il luogo ristretto, di fronte alla grande facciata seicentesca della chiesa: l'ospedale di S. Gallicano, sviluppato orizzontalmente, con l'elegante prospetto della cappella, al centro.
Altre opere più o meno certe sono: la Madonna della Quercia, la sistemazione di S. Sisto Vecchio sempre a Roma. Recentemente è stata rintracciata anche la sua attività a Benevento. - Vedi tav. XXI.