BELIGATTI, CASSIANO

BELIGATTI, Cassiano. - N. a Macerata nel 1708, m. ivi nel 1785. Cappuccino (1725) della provincia della Marche, partì con altri nove confratelli per il Tibet nel 1738, giungendo a Lhasa nel genn. 1741. Nell'ag. 1742 passò nel Nepal, svolgendo la sua opera anche nel Bengala fino al 1756. Ritornato in patria per malattia, pubblicò le Memorie storiche riguardanti il compagno missionario Giuseppe M. Bernini da Gargnasco (Verona 1767); a cura della Propaganda Fide l'Alphabetum Brammahanicum seu Judostanum universitatis Kasi (Roma 1771), e l'Alphabetum Tangutanum sive Tibetanum (ivi 1773). Interessante storicamente il suo Giornale (1738-56) di cui la prima parte è stata parzialmente edita da A. Magnaghi (Firenze 1902); il manoscritto della seconda è ora smarrito.

Bibl.: Giuseppe da Fermo, Gli scrittori cappuccini delle Marche, Iesi 1928, pp. 24-26; Streh, Bibl., VI, pp. 154-56; Analecta Ord. Minorum Cap., 50 (1934), pp. 45-49; Isidoro da Milano, Vicende ignorate di un libro missionario, in L'Italia francestana, 13 (1938), pp. 58-66. 1.1 Ilarino da Milano

BELIN, K. aERT. - Vescovo e scrittore benedettino, n. a Besançon, secondo altri a Dôle verso il 1610 e m. a Belley il 29 apr. 1677. Pronunciati i voti
religiosi nell'abbazia di Faverney nel 1630 e trasferito successivamente a Cluny, Charité-sur-Loire, Nevers, fu quindi destinato a Parigi, ove, per la sua fama di valente predicatore, entrò nella cerchia degli amici di Galbert, per i cui buoni uffici fu nel 1666 consacrato vescovo di Belley. Si dedicò stranamente a studi di alchimia e astrologie per poterne agevolmente fare la confutazione; ma si occupò pure di filosofia e di teologia polemico-positiva, rivendicando particolarmente la perfetta armonia tra i princìpi di fede e di ragione.

Di lui abbiamo: Les emblèmes eucharistiques on octave du Saint Sacrement (Parigi 1647); Les solides pensées de l'âme pour la parter à son devoir (ivi 1648); Poudre de projection démontrée (ivi 1653); Pierre philosophale (ivi 1653); Prenves convaincantes des vérités du christianisme (ivi 1658, 1666); Aventures du philosophe incvum (ivi 1664; 1674); Traité des toilsmaux ou figures atrioles (ivi 1671); Poudre de sympathie justifiée (ivi 1709). Se poi è da identificarlo con Alfonso Belin, priore benedettino di Charité-sur-Loire, bisogna pure attribuirgli: La vérité de la religion catholique et la fauteté de la religion prétendue efformée (Nevers 1683).

Bibl.: Hurter, II, coll. 55, 427; B. Heurtsbize, s. V. in DThC, II, coll. 538-59; A. Hoffmann, s. V. in The Cash, Enc., II, p. 410; L. Albing, s. V. in DUG, VII, col. 775. Vito Zollini