BELIN, ALBERT. - Vescovo e scrittore benedettino, n. a Besançon, secondo altri a Dôle verso il 1610 e m. a Belley il 29 apr. 1677. Pronunciati i voti
religiosi nell'abbazia di Faverney nel 1630 e trasferito successivamente a Cluny, Charité-sur-Loire, Nevers, fu quindi destinato a Parigi, ove, per la sua fama di valente predicatore, entrò nella cerchia degli amici di Colbert, per i cui buoni uffici fu nel 1666 consacrato vescovo di Belley. Si dedicò stranamente a studi di alchimia e astrologia per poterne agevolmente fare la confutazione; ma si occupò pure di filosofia e di teologia polemico-positiva, rivendicando particolarmente la perfetta armonia tra i principi di fede e di ragione.
Di lui abbiamo: Les emblèmes eucharistiques ou octave du Saint Sacrement (Parigi 1647); Les solides pensées de l'âme pour la porter à son devoir (ivi 1648); Poudre de projection démontrée (ivi 1653); Pierre philosophale (ivi 1653); Preuves convaincantes des vérités du christianisme (ivi 1658, 1666); Aventures du philosophe inconnu (ivi 1664, 1674); Traité des talismanes ou figures extraites (ivi 1671); Poudre de sympathie justifiée (ivi 1709). Se poi è da identificarlo con Alfonso Belin, priore benedettino di Charité-sur-Loire, bisogna pure attribuirgli: La vérité de la religion catholique et la fausseté de la religion prétendue réformée (Nevers 1683).