BERGIER, NICOLAS-SYLVESTRE.- Teologo ed apologista francese, n. a Darney (Lorena) il 31 dic. 1718, m. a Versailles il 9 apr. 1790. Laureatosi in teologia a Besançon, si recò a Parigi per completare gli studi. Richiamato in diocesi, nel 1748, fu parroco di Flangebouche, e nel 1764, dopo la soppressione dei Gesuiti, direttore del collegio di Besançon. Nel 1769, dietro invito dell'arcivescovo M. de Beaumont, tornò a Parigi e fu nominato canonico della Metropolitana.
II B. è autore di molte opere apologetiche, che a ragione ne fanno uno dei più validi difensori del cristianesimo nel sec. XVIII. Celebre fra tutte è il Dictionnaire théologique che rappresenta il primo tentativo del genere e che, nonostante alcuni difetti di dottrina e di metodo, è stato meritatamente apprezzato dai contemporanei e dai posteri. Pubblicato a Parigi nel 1788, in 3 voll., in 4°, esso raccoglieva gli articoli scritti dal B. per l'Encyclopédie. In seguito è stato ristampato più volte in diversi formati e con molte aggiunte (8 voll., Liegi 1789; Tolosa 1801; ivi 1819; Besançon 1838; 4 voll., Parigi 1839; 12 voll., ivi 1875).
Oltre il Dictionnaire, meritano d'essere ricordate le seguenti opere: Le déisme réfuté par lui-même (2 voll., Parigi 1765) contro Rousseau; La certitude des preuves

silica dell'abbazia cluniacense; ad Almenno tutto il centro archeologico-artistico con le antiche chiese di S. Tomé, S. Maria del Castello, e S. Giorgio.
du christianisme (ivi 1767), inserito dal Migne nello sue
Démonstrations évangéliques; Apologie de la religion chrétienne (2 voll., ivi 1790) contro l'Holbach; Réponse aux Conseils raisonnables (ivi 1771) contro Voltaire, inserito
egualmente dal Migne nelle Démonstrations évangéliques;
Examen du matérialisme ou réfutation du Système de la
nature (2 voll., ivi 1771); Traité historique et dogmatique
de la vraie religion (12 voll., ivi 1780).
È stata rimproverata al B. la collaborazione pre-
stata all'Encyclopédie e quindi la diffusione che con
ciò egli ha fornito a quest'opera in sé tanto pericolosa.
Tuttavia, come osserva il Dublanchy, è da ritenere
che il B. non si è deciso a tale collaborazione se non
dopo le insistenze degli amici ed i pressanti consigli
dell'arcivescovo di Parigi. In un primo tempo la
collaborazione si limitava alla revisione degli arti-
coli deficienti. Ben presto però il correttore si vide
nella necessità di sostituire con articoli completa-
mente nuovi quelli che non sembravano suscettibili
di correzione.