BESCHI, COSTANZO GIUSEPPE

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BESCHI, Costanzo Giuseppe. - Missionario e linguista della Compagnia di Gesù, n. a Castiglione della Stivire 18 nov. 1680, m. a Ambalacate il 4 febr. 1747. Entrato nel 1698 nel noviziato di Novellara, partì il 1710 per l'India, dove fu addetto alla provincia del Malabar, e quasi subito alla missione di Madura; dal 1720 al 1738, ebbe la cura del distretto di Tanjore. Non gli mancarono i pericoli e le persecuzioni (nel 1714 per poco non subì il martirio); ma seppe guadagnarsi la protezione del principe musulmano Chandrasahib, che conquistò Pondichéry nel 1736; quando questi fu vinto e catturato dai Mahratti, il B. si ritirò sulla costa della Pescheria (nel 1743 era a Tuticorin), visitatore del Madura, poi del collegio di Ambalacate (distretto di Cochin); rimase in questo collegio fino alla morte. Fece uso, fra i primi in questa missione, degli Esercizi spirituali di s. Ignazio, e lottò contro i missionari protestanti, che per primo incon

tre nel Madura (i luterani danesi si erano stabiliti a Tranquebar nel 1705).

Si rese celebre principalmente per la sua padronanza della lingua tamil, si da comporre in prosa e in versi. La sua grande opera, il Thembavani, o Ghirlanda immarcescibile », in onore di s. Giuseppe, è un'opera di 14.000 versi, in cui seppe far entrare tutta la storia del Vecchio e del Nuovo Testamento; considerato ancora oggi come uno dei capolavori della letteratura tamil, non fu tuttavia stampato se non nel 1851-52 a Pondichéry (con varie ristampe in prosa ed in versi). Nello stesso genere, compone cantici in onore della Madonna e un poema di 2342 versi sulla martire portoghese s. Quitteria.

Fra le sue opere in prosa, è da ricordare il Vedair Olukkam, un manuale di vita spirituale per i catechisti, sul modello della Cura Pastoralis di s. Gregorio (stampato a Pondichéry nel 1840 e spesso ristampato, anche dai protestanti); il Veda Vilakkam è una esposizione sistematica della dottrina cattolica in 18 capitoli (stampato a Pondichéry nel 1728 [7], 1840, ecc.); si aggiunge a noi i suoi opuscoli di polemica contro i luterani. Al genere polemico si ricalca in qualche modo il romanzo satirico Le avventure del Guru Paramarata, che riduce leggia i difetti dei brahmani. Il B. lo scrisse per iniziare i nuovi missionari alla lingua parlata e alla psicologia popolare indiana, dandogli una intensità di vita, un colorito, e talvolta un tono faceto che diverte (traduzione latina dello stesso B.; versioni moderne in inglese, francese, tedesco e varie lingue dell'India).

L'opera più tecnicamente linguistica del B. comprende una grammatica del Tamil volgare (stampata già nel 1737 dai protestanti di Tranquebar, ristampata cinque volte nell'800 e rimasta la base delle grammatiche seguenti); una grammatica in latino del Tamil letterario (stampata solo in versione inglese, Madras 1822 e Trinchinopoly 1917); un trattato grammaticale sul medesimo Tamil letterario, Tonul Vilakkam (Pondichéry 1838, Negapatam 1864); due dizionari, cioè un dizionario quadruplice del Tamil (senso delle parole, sinonimi, generi letterari, rime; 8a ed. nell'800) e un dizionario tal-malino (Trichinopoly 1881); un altro lessico portoghese-latinotamil, rimase manoscritto. Alcuni autori attribuiscono pure al B. una grammatica telegu.

Le opere del B., salvo la grammatica tamil, circo-larono prima in copie manoscritte, per mancanza d'una tipografia tamil cattolica in India.

Bibl.: L. Besse, Father B. S. I. His times and his writings, Trichinopoly 1918; Streit, Bibl., VI, pp. 30-41, 53, 64, 83, 84, 88, 92, 106; M. Ledrus, in DHG, VIII, coll. 107-70; Sommervogel, I, coll. 1402-1409, e VIII, coll. 1829.