BESOIGNE, JÉRÔME. - Teologo giansenista, n. a Parigi nel 1686 e m. ivi il 25 genn. 1763. Sacerdote nel 1715 e dottore in teologia nel 1718, insegnò filosofia nel collegio du Plessis. Giovane sacerdote, si schierò tra
gli oppositori della bolla Unigenitus, che condannava il giansenismo; per cui nel 1729 fu radiato dal novero dei dottori della Sorbona e nel 1731 esiliato. Tornato dall'esilio l'anno dopo, e ritiratosi a vita privata, attese alla compilazione delle numerosissime sue opere.
Sostenne la tesi presbiteriana dell'indipendenza della giurisdizione in foro interno del sacerdote o almeno del parroco dal proprio vescovo, dato che il potere giurisdizionale di assolvere è da Dio stesso concesso al sacerdote insieme con il potere di ordine nel rito dell'ordinazione. Con pari calore difese la tesi della separabilità del contratto dal Sacramento nel rito matrimoniale.
Con le sue molte opere ascetiche, si è imposto come lo scrittore più compito della spiritualità giansenista: Dissertation spéculative et pratique sur la confiance et la crainte (s. l. 1735); La concorde des livres de la sagesse ou morale du St-Esprit (Parigi 1737-46); Concorde des épîtres de s. Paul et des Épîtres canoniques, ou morale des apôtres (ivi 1747); Principes de la perfection chrétienne et religieuse (ivi 1748); Histoire de l'Abbaye de Port-Royal (6 voll., Colonia [Parigi] 1752).