BONFIGLI, BENEDETTO

BONFIGLI, BENEDETTO. - Pittore, n. a Perugia nel 1420 ca. e ivi m. nel 1496. Fu uno dei principali rappresentanti della scuola umbra quattrocentesca. È ricordato per la prima volta nel 1445; nel 1450 dipinse a Roma, al Vaticano; nel 1453 era di nuovo a Perugia. Formatosi sugli esempi dei maestri toscani, fuse gli influssi di B. Gozzoli e dell'Angelico conservando sempre un prezioso linearismo gotico derivatogli dal senese Domenico di Bartolo. Ha tuttavia una sua originalità: la limpida vena narrativa, il colore festoso, la delicata trattazione delle figure, eleganti e raffinate, il gusto per determinati particolari decorativi che divengono elementi di stile (ad es.: le piccole ghirlande fiorite che adornano i capelli degli angeli). Le sue opere principali sono a Perugia: gli affreschi della cappella dei Priori (ora nella Pinacoteca), con le *Storie di s. Ludovico e s. Ercolano* (1454) trattate con un piacevole gusto narrativo cui non fu estraneo l'infusso di F. Lippi; l'*Annunciazione* (pinacoteca), la *Madonna degli Angeli* (ivi).

Il B. dipinse anche numerosi gonfaloni. - Vedi Tav. CVIII.

BIBL.: W. Bombe, s. V. in *Thieme-Becker*, IV, pp. 285-86 (con bibl.): A. Venturi, *Storia dell'arte*, VII, I, Milano 1911, pp. 538-44; W. Bombe, *B. B.*, Berlino 1914; A. Venturi, *Pitture inedite del B. e del Caporali*, in *L'arte*, 30 (1927), pp. 86-87. Per il catalogo delle opere del B., cf.: U. Gnoli, *Pittori e miniatori nell'Umbria*, Spoleto 1923, p. 62; B. Berenson, *Pitture italiane del Rinascimento*, Milano 1936, p. 80. Per i rapporti con Benozzo, cf.: B. Berenson, *Due o tre disegni di Benozzo*, in *L'arte*, 35 (1932), pp. 91-92.