BONANNO PISANO. - Scultore e architetto della seconda metà del sec. XII. Le imposte bronze della porta principale del duomo di Monreale recano il suo nome nella seguente iscrizione: «Anno DNI MCLXXXVI Idictore III Bonannus Civis Pisanus me fecit». Gettò inoltre in bronzo la porta maggiore del duomo di Pisa, come si ricava dall'iscrizione riportata dal Vasari e dal Tronci: «Anno MCLXXX, ego Bonannus Pisanus me arte hanc portam uno anno perfeci tempore Benedicti Operarii». La porta andò distrutta nell'incendio del 1596, ma una degli ingressi laterali del duomo pisano (la cosiddetta «porta di s. Ranieri») conserva due imposte bronze che, se pur non firmate, sono certamente opera di B., forse posteriori al 1186 anziché del 1180 come comunemente si crede.
Il Vasari lo dice autore, insieme con un Guglielmo Tedesco, del campanile di Pisa, che si cominciò a costruire ne
l 1174: ed effettivamente nel 1838 fu rinvenuto ai piedi del campanile un sarcofago con un'epigrafe mutila recante il nome dell'artista. Con minor fondamento la tradizione attribuisce a B. l'erezione del terzo cerchio delle mura di Pisa, iniziate nel 1155 sotto il consolato di Cocco Griffi. Le imposte bronze di Monreale sono suddivise in quarantadue scomparti con scene dell'Antico Testamento a rilievo: quelle di Pisa presentano, sempre a rilievo, venti Storie del Nuovo Testamento più, in quattro pannelli di larghezza doppia, superiormente Cristo e la Vergine in maestà fra angeli e inferiormente dodici Profeti sotto palmizzi. L'iconografia delle storie è prevalentemente bizantina, con robusti accenti classicheggianti che B. probabilmente deriva da Guglielmo, lo scultore dell'antico pulpito del duomo di Pisa (1159-62), ora nel duomo di Caglia-ri, mentre, nel modello della testa stessa tecnica fusoria, B. dimostra di conoscere i contemporanei bronzi renani. Tuttavia, nonostante la complessità della sua cultura, B. è artista di rara immediata e di fervida fantasia, ricco di spunti narrativi e drammatici nelle sue composizioni sobrie e mirabilmente equilibrate: è certamente il più grande scultore pisano prima di Nicola. Anche il campanile, da lui iniziato, ma proseguito da Giovanni di Simone e terminato nel sec. XIV, rivela le sue eccezionali qualità architettoniche nell'originale assimilazione ed elaborazione dello stile di Buschetto e Raimondo.
