BONAPARTE. - Famiglia italiana, discendente, secondo alcuni, dai Cadoingi longobardi, menzionati nei secc. XI e XII; secondo altri, da un notaio B. di Sarzana. Nel sec. XVI un membro di questa famiglia si trasferì in Corsica. Ad Ajaccio da Carlo (1746-85) Buonaparte (questa è l'originaria grafia mutata da Napoleone nel 1796 in quella di B.) e da Maria Letizia Ramolino (1750-1836) nacque Napoleone (1769-1821) che ebbe quattro fratelli: Giuseppe (1768-1844), re di Napoli prima e di Spagna poi; Luciano (1775-1840), stabilitosi a Roma nel 1804, ottenne nel 1814 da Pio VII il titolo di principe di Canino; Luigi (1778-1846), re d'Olanda e padre di Napoleone III (1808-73); Girolamo (1784-1860), re di Vestfalia; e tre sorelle: Maria Anna Elisa (1777-
1820), granduchessa di Toscana e moglie di Felice Baciocchi; Maria Paolina (1780-1825), che sposò in prime nozze il generale Leclerc, e rimasta vedova di costui si rimarrito con il principe Camillo Borghese, ed ebbe il titolo di duchessa di Guastalla; Maria Annunziata Carolina (1782-1839), moglie di Gioacchino Murat e regina di Napoli. Dopo la caduta di Napoleone, Pio VII accolse amorevolmente in Roma diversi membri della famiglia B., ospitalità che fu considerata con sospetto dalle altre potenze europee.
Fra i Napoleonidi ebbero particolari contatti con la Chiesa e l'Italia:
I. CHARLES-LUCEN B
Principe di Canino, n. il 24 maggio 1803 a Parigi, m. ivi il 29 luglio 1857. Figlio di Luciano B. e di Alessandrina Lorenza Bleschamp, fu condotto pochi mesi dopo la sua nascita a Roma, dove il padre, guastatosi col fratello imperatore, si era trasferito. Fin da piccolo dimostrò una spiccata tendenza per gli studi di botanica e di zoologia. Dopo le nozze con Zenaide B., fece un viaggio negli Stati Uniti d'America, e le frequenti escursioni scientifiche gli fornirono il materiale per un'opera sulla ornitologia americana, pubblicata nel 1832, opera che gli procurò fama di scienziato. Pubblicata una *Iconografia della fauna italica*, ebbe
Bonaparte, Letizia - Ritratto dipinto da P. E. Martin (1810). Reggia di Caserta.
parte preponderante nelle adunanze degli scienziati italiani (la circolare per il primo Congresso, a Pisa, nel 1839, portava la sua firma in capo a quella degli altri promotori) e partecipò a tutti i congressi, fino all'ottavo di Genova nel 1846. Dopo l'avvento alla tiara di Pio IX, il principe di Canino fu tra i più accesi rivoluzionari e, se non altro, moralmente responsabile del clima di cinica violenza che condusse all'assassinio di Pellegrino Rossi. Proclamata la repubblica, fu eletto deputato. Dopo il ritorno del Papa da Gaceta, lasciò Roma.
SILVIO Furlani
II. LUCIANO, LUIGI, GIUSEPPE, NAPOLEONE B
Cardinale, figlio del dotto e torbido Carlo Luciano, principe di Canino, e di Zenaide unica figlia di Giuseppe Bonaparte, n. in Roma il 15 nov. 1828 ed ivi m. nel 1895. Di lineamenti somigliantissimo a Napoleone I, ma di carattere mite e caritatevole, nel 1848 accompagnò in uniforme di volontario il padre al campo piemontese, ma l'intessa morte dell'intimo amico Gustavo Spada, caduto il 27 giugno 1849 sul Gianicolo combattendo contro i Franci, gli fece rinunziare al titolo di principe di Canino ed al palazzo in piazza Venezia in favore del fratello Luigi Napoleone, per darsi a pratiche di esemplare pietà ed a vita ritiratissima. Nel 1853 prese gli Ordini sacri. Divenò suo malgrado Cameriere segreto di Pio IX, ma, recisamente, rifiutò la carica di grande elemosiniera offertagli dal cugino e padrino Napoleone III, in omaggio al quale tuttavia, il Papa nel 1868 lo nominò cardinale prete di S. Pudenziana, dove ebbe sepoltura.Fu attaccatissimo a Pio IX. Prodigio d'ogni avere verso i parenti ed i poveri, fu costante amico di Gioacchino Belli, il quale con significativa lettera si esimeva dall'invito dallo stesso porporato rivoltogli di tradurre in romanesco il Vangelo di S. Matteo.
Paolo Dalla Torre
III. NAPOLÉON JOSEPH-CHARLES-PAUL B
N. il 9 sett. 1822 a Trieste, m. il 17 marzo 1891 a Roma. Terzogenito di Girolamo B. re di Vestfalia, e di Caterina del Württemberg. Avendo nel 1823 ottenuto il padre il permesso di risiedere a Roma, vi si trasferì, ma dopo i moti del '31 passò a Firenze, e poi in Svizzera. Ebbe per precettore Enrico Mayer, col quale si legò d'amicizia per tutta la vita. Nel 1837, dopo la morte della madre e dietro interessamento dello zio Guglielmo, sovrano del Württemberg, fu ammesso a frequentare la scuola militare di Ludwigsburg. Dimessosi dall'esercito württembergese, ove era entrato quale ufficiale dello stato maggiore, fu eletto nel 1848, dopo la rivoluzione di febbraio, deputato al Parlamento francese. Repubblicano, ebbe parole di biasimo per il colpo di stato del 2 dic. 1851 del cugino e, pur essendo stato designato col senato-consulto del 7 nov. 1852 erede al trono, professò spesso opinioni contrarie a quelle dell'imperatore. Partecipò alla guerra di Crimea e nel 1859 sposò la ven. Maria Clotilde, primogenita di Vittorio Emanuele II. Senatore dal 1852. Settariamente anticlericale, pronunziò il 1° marzo 1861 un discorso assai violento contro il potere temporale dei papi, affermando che non vi erano che «due soluzioni possibili: l'unità d'Italia con Roma capitale o l'intervento della rea-1835 BONAPARTE - BONAVENTA GIUSEPPE 1836
zione». Caduto l'impero, divenne nel 1879 capo del partito bonapartista. Alcuni anni dopo, fu esiliato dalla Francia. Si spense a Roma assistito dalla pia consorte e riconciliato con la Chiesa, e fu sepolto nella basilica di Superga, accanto ai principi di casa Savoia.