BONHOMINI (BONOMI), GIOVANNI FRANCESCO

BONHOMINI (Bonomi), Giovanni Francesco. Nunzio, vescovo di Vercelli, n. il 6 dic. 1536 a Cremona. Fece i primi studi nella sua città natale e poi seguì i corsi di diritto a Bologna e Pavia. Fu compagno di s. Carlo Borromeo, al quale fu legato da grande amicizia, e lo seguì a Roma quando quegli vi fu chiamato dallo zio papa Pio IV. Fu suo collaboratore e vicario e quando il card. Borromeo si ritirò nel 1565 nel suo arcivescovo di Milano, il B. restò a Roma quale suo agente. Fu richiamato ben presto dal suo protettore, che dimise in suo favore l'abbazia di Nonantola nel 1566; nel 1567 lo volle seco nella visita del Canton Ticino, e nel 1570 in quella della Svizzera tedesca, dalla quale nacque l'idea della creazione della nunziatura in Svizzera, che fu in seguito affidata per la prima volta al B. II B. nel 1572 fu nominato vescovo di Vercelli, e iniziò ben presto la riforma della sua diocesi secondo i decreti del Concilio di Trento. Nel 1579 fu nominato nunzio in Svizzera per i sette Cantoni cattolici, e vi rimase fino al 1581 operando indefessamente nella visita delle chiese e dei monasteri per l'applicazione dei decreti del Concilio di Trento, e per l'introduzione di diversi Ordini religiosi. Sospesa da Gregorio XIII la nunziatura svizzera, il B. tornò alla sua diocesi di Vercelli, ma per poco, perché il 16 sett. 1581 fu nominato nunzio a Vienna. Anche qui mirò ad applicare la riforma, visitò l'Ungheria e la Boemia, e quando nel 1582 si aprì la Dieta di Augusta assisté il legato pontificio card. Madruzzo nella difesa degli interessi cattolici per l'arcivescovo di Colonia. Conclusasi la disputa con la scomunica inflitta dal Papa all'arcivescovo di Colonia Gebhard Truchsess passato al protestantesimo, e nominato al suo posto il vescovo di Liegi Ernesto di Baviera, il Papa creò la nunziatura di Colonia e il B. vi fu scelto nel 1584 come nunzio. La giurisdizione della nunziatura si estendeva sulle tre province ecclesiastiche di Colonia, Magona e Treviri ed altre diocesi della Germania occidentale insieme come regioni belghe, e poteri molto ampi furono accordati al nunzio. Il B. raggiunse la sua nuova sede nel 1585, e ben presto iniziò le sue visite e prese parte a vari sinodi per la riforma delle diocesi secondo i decreti del Concilio di Trento. La morte lo colse a Liegi il 25 febbr. 1587. La sua spoglia riposa nella cattedrale di Vercelli. Oltre a numerose lettere, si hanno di lui le opere: Antiquorum.

Patrum sermones et epistolae de s. Eusebio episcopo vercellensi et martyre (Milano 1581); Reformationis ecclesiasticae decreta generalia (Vercelli 1579).

Bibl.: Pastor, IX, p. 519 e sgg.; G. Colombo, Notizie e documenti inediti sulla vita di M. G. F. B., in Miscellanea di Storia italia, 18 (1879), pp. 523-609; F. Steffens, H. Reinhardt, Die Nuntiatur von G. F. B., Scolta 1917; K. Stolkul, Podbylny nunciatury v Praze B. V Čechách v letech 1581-84, Prag 1928; A.-M. Jacquin, s. V. in DHG, IX, coll. 872-75. Maria Morseletto