BONIFAZIO DA CEVA

BONIFAZIO da CEVA. - Francesco, n. a Ceva (Piemonte), di nobile famiglia marchionale, tra il 1460-70, m. a Parigi il 12 apr. 1517 (giorno di Pasqua). Entrò (ca. 1495), tra i Coletani di Rougemont nella provincia di S. Bonaventura di Borgogna, dopo esser stato paggio alle corti dei principi-elettori di Sassonia e di Mattia Corvino d'Ungheria (1458-90). Dotto giurista e uomo di azione abilissimo, la sua vita fu dominata, così nell'azione molto movimentata come negli scritti, dall'idea di una giusta riforma nell'Ordine se rafico che per lui era quella media dei Coletani, sotto i ministri Conventuali, mentre oppugnò in ogni modo, nel campo giuridico e in quello pratico, anche con l'appoggio della corte di Borgogna, la riforma dei Minori Osservanti, considerati fuori dei legami giuridici con l'Ordine. La sua azione continuò più intensa

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Bonifacio Veronese - Mmè salvato dalle acque - Milano, pinacoteca di Brera.
(for. Alinari)

e violenta sotto l'intrigante generale p. Egidio Delfini (1500-1506), di cui B. fu un braccio forte per la fusione delle varie riforme in un unico Ordine di Centuriati riformati, e dal quale fu creato ministro della provincia di Francia (1504) e commissario delle altre province francesi, carica che tenne fino alla morte. Fallito il suo tentativo di ristabilire in vigore gli Statuta Iulii II (1506), abilmente rielaborati dallo stesso B. (1508), e falliti vari ricorsi per lo stesso scopo al Concilio lateranense, a Capitoli generali e interventi sia politici del Parlamento di Francia che dottrinali della facoltà teologica dell'Università parigina, il «Dux Coletanorum» morì un mese prima che Leone X unisse, sotto gli Osservanti, tutte le varie riforme francescane, separandoli definitivamente dai Centuriati (bolla Ita et vos, 29 maggio 1517).

Era il crollo completo e il capovolgimento di tutta l'opera di B. Nella storia francescana la sua azione, portata avanti con le migliori intenzioni, come sembra, può paragonarsi Bonagrazia da Bergamo (v.) contro gli Spirituali nel 1300 e a quella, opposta, di Guglielmo Josseume contro i Centuriati nei primi decenni del 1400.

Ricordiamo, tra gli scritti storici di B., il ricco e importante Frimamentum trium Ordinum b.mi P.N. Francisci (Parigi 1512) in 5 parti, e il violento Defensorium educatiarum, contro gli Osservanti (ivi 1516); tra le sue altre opere: Adventuale (ivi 1512), Quadragesimale et Sermones pa- schales (ivi 1517), De perfectione christiana cum praeselari imaginibus ad Leonem X (ivi 1517), raro e stimato; Vita- tica excursiones: de variis hominum vitiis (ivi 1518), altro bel trattato ascetico.

BIBL.: F. A. Benoffi, Comp. di st. minoritica, Pesaro 1829, p. 166 sgg.; N. Glassberger, Chronica, in Anal. Franc., 2 (1587), p. 522 sgg.; L. Wadding, Scriptores Ord. Min., Roma 1906, pp. 60-61; I. H. Sbaralea, Suppl. ad Script. Ord. Min., I, pp. 194-95, ivi 1908; H. Holzapfel, Manuale hist. O.F.M., Friburgo in Br. 1909, p. 121 sgg.; F. Van den Borne, in Col- lect. Franc. Neerl., 2 (1931), pp. 162-67; P. M. Sevesi, L'Ord. dei Frati Min., Lex. stor., Milano 1942, p. 52 sgg.; M. Bihl, Fra' B. da C..., in Studi franc., 17 (1945), pp. 132-57.

Lorenzo Di Fonzo