BUON, FAMIGLIA. - GIOVANNI, architetto e scultore, è ricordato a Venezia per la prima volta nel 1382; m. ivi nel 1442. Lavorò insieme con il figlio Bartolomeo alla chiesa di S. Maria dell'Orto, all'abbaia della Misericordia, alla chiesa di S. Polo, alla Scuola grande di S. Marco (1437) dove fornì la cornice gotica del portale (la lunetta si attribuisce a Bartolomeo). Nel 1438 iniziò i lavori della Porta della Carta. La sua attività si svolse entro la tradizione gotica, alla quale è ancora legato il figlio Bartolomeo (m. a Venezia nel 1464) che ne rinnova il significato per una larga risposta forza del modellare, di ispirazione toscana (cf. la Carità, Scuola grande di S. Marco).
B. è il maggiore rappresentante della scultura veneziana della prima metà del secolo, e alla sua bottega si riconnette la massima produzione plastica del tempo. La qualità della sua arte è documentata dalla lunetta del portale della Scuola della Misericordia (1441-45) più che dalla Madonna del Municipio, a Udine (1448); e non sembra necessario il diretto intervento di un toscano per spiegare la delicata eleganza della lunetta in S. Maria della Salute (già in S. Maria della Carità, 1443-49). Tra le opere più notevoli sono la vera da pozzo, alla Ca' d'Oro e la decorazione plastica (l'attribuzione delle Virtù è discussa) della Porta della Carta.
BIML.: P. Paoletti, s. V. in Thieme-Becker, IV, pp. 264-65 317-18; L. Planisci, Die Bilder Venedigs in der ersten Hälfte des 400, in Jahrb. d. Kunsthist. Samml. in Wien., 48 (1930), p. 47-58; G. Fogolari, Gli scultori toscani... e B. B., Venezia, in I. Arte 33 (1930), pp. 427-60; id. Ancora di B. B., ibid., 35 (1932), pp. 27-45; G. Fiocco, I Lamberti a Venezia, in Dedalo, 8 (1927-1928), pp. 432-48.