Esordi con una serie di romanzi: L'automa (1892), L'anima (1893), L'immorale (1894), L'incantesimo (1897), la cui nota fondamentale è una tendenza alla meditazione accorata sul mistero della vita. Altrettanto gravi di riflessioni e di idee sono i suoi drammi, che reagiscono al « verismo * di timbro francese imperante in quel tempo, portando sulle scene problemi morali, sociali e religiosi. I più significativi sono: La corsa al piacere (1900), Lucifero (1901), Una tempesta (1903). Notevole il poema drammatico Il castello del sogno (1910), dove l'autore invoca dalla fede e dall'amore la redenzione della società. Il B. fu artista vero; temperamento sensibile e meditativo, si raccolse tutto nella tormentosa ricerca di valori trascendenti
che dessero significato alla sua vita e a quella degli altri; ma, nonostante l'asserita necessità di una fede, non riusci ad evadere dallo sconforto scettico e ad aderire a un credo religioso positivo, cosi come il suo pedagogismo non superò i limiti della morale laica né rifuggí dall'insistere su temi e situazioni censurabili.