CANTORIA

CANTORIA. - E genericamente il luogo che in una chiesa è destinato ai cantori, ma in particolare nell'uso presente è una loggia, collocata in qualche parte dell'edificio sacro non strettamente collegata con le strutture architettoniche; tale loggia è in collegamento con l'organo, formando un comune elemento decorativo.
Necessità pratiche di acustica, lo sviluppo della liturgia e l'introduzione dell'organo consigliarono infatti uno spostamento in luogo sopraelevato ed in posti diversi. Talvolta, come nella ba-
dis Morronese a Sulmona (sec. xvir) la c. assume un carattere di elegante monumentalità. Particolarmente pregevoli sono le c. marmoree a forma di parapetto sporgente eseguite per S. Maria del Fiore a Firenze ed ora conservate nel museo dell'Opera di quella Cattedrale: una fu eseguita da Donatello che, dietro colonne abbinate, muove in ritmo festoso e continuo i putti che suonano; l'altra è opera di Luca della Robbia che, nella sua visione statica della forma, isola i putti musicanti entro rigide formelle; la somiglianza del tema

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Cantoria - C. marmorea, opera di Mino da Fiesole e G. Dalmata (ca. 1480) - Cappella Sistina.

fa di queste opere ottimi termini di confronto per la comprensione dei singoli artisti. Nel corso del sec. xvi le c. hanno ancora proporzioni modeste e forme architettoniche poco appariscenti. Dalla fine del secolo il perfezionamento tecnico dell'organo ed il nuovo impulso conferito alla musica sacra fecero in modo che si dovesse cercare un luogo adeguato al grandioso apparato delle canne di quello strumento. Invece delle pareti presbiteriali e di coretti che permettevano una troppo piccola espansione delle voci si scelse volentieri la vasta parete ove si apre la porta principale d'ingresso e dove le canne dell'organo furono disposte con alto senso decorativo. Fra le c. seicentesche, quelle di S. Maria in Vallicella e di S. Maria della Vittoria a Roma, quest'ultima dovuta ad un disegno del berniniano Mattia de Rossi, sono quelle che si presentano con maggiore sfarzo e con meglio inteso senso della decorazione. Concepte come palchetti teatrali in legno spesso dorato, sostenute da mensole a grandi modiglioni, esse hanno una balaustrata ad andamento curvo con grate che nascondono i cantori; stucchi, raggi, festoni, figure di putti sfati fanno parte dell'apparato decorativo intorno alle canne dell'organo con quel senso di fastosità e di provvisorietà tipica di certe opere barocche. La c. settentesca è talvolta più sobria di linee e di colore, spesso girata ad andamento concavo in modo da facilitare un raccordo alle pareti laterali della costruzione. Più tardi la c. si restringe in sobrietà di linea spesso trovando nella bussola un sostegno diretto da terra. Nelle costruzioni moderne la c. ha avuto diverse soluzioni razionalmente studiate secondo la planimetria della chiesa stessa, nascondendo spesso l'organo che può essere comandato a distanza.

Bibl.: H. Degering, Die Orgel, ihre Erfindung und ihre Geschichte, Münster 1905; G. Tebaldini, Storia dell'organo, Milano 1919; G. Gastoué, La vie musicale de l'Eglise, Parigi 1929.