CARDAHI (QARDĀHĪ), GABRIELE

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CARDAHI (Qardāhī), Gabriele. - N. in Fajtrūn (Libano) il 20 febbr. 1845, m. in Roma il 7 nov. 1931. Entrò nell'Ordine aleppino maronita nel 1861, e compì gli studi superiori nelle scuole di Propaganda Fide, ove poi insegnò arabo e siriaco dal 1875 al 1920. Fu abate procuratore in Roma del patriarca e dell'Ordine (1878).
Scrisse: un Trattato di grammatica arabo-italiana (Roma 1872). Con una fatica di oltre 30 anni compilò ancora Labäb al-labäb ( » la parte migliore della quintessenza ² ), dizionario siriaco, arabo e latino. Mentre lo rivedeva e litografava mori alla 15² lettera. Il resto fu riveduto da P. Sfair. Pubblicò due opere sirische: Paradisus Eden del Sebense (Beirut 1889) e Liber columbae del Barebreo (Roma 1898). Inoltre al-Kanz at-tamīn, seu Liber thesauri de arte poetica Syrorum (ivi 1875), con antologia e cenni biografici; al-Ihhäm ( > l'opera ben fatta », ivi 1880), morfologia siriaca, che più tardi uscì in un'edizione migliorata col titolo di Ihhäm al-ihhäm ( < precisazione dell'opera ben fatta») al-Labäb (»la quintessenza»), dizionario siriaco-arabo in 2 voll. (Beirut 1887-91), quando mancava del tutto un'opera del genere; al-Manähiğ ( x le vie luminose », Roma 1903), sintassi siriaca.

Pietro Sfair