Enciclopedia Cattolica vol. III, 1949 Sacra Scrittura Geografia biblica

CARMELO

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Noto anche come: Gebel Karmel, Gebel Mär Eljas; Karmel; latino: Mons Carmelus

CARMELO - Convento dei padri Carmelitani - Palestina.
CARMELO - Convento dei padri Carmelitani - Palestina.

CARMELO. - Catena di colline (ebr. karmel «frutteto», «giardino»; arab. Gebel Karmel o Gebel Mär Eljas), di prevalente formazione calcarea che staccandosi dal sistema montuoso centrale della Palestina verso Genin, da sud-est a Sahel

'Arrābeh, si prolunga verso nord-ovest, lasciando a sud-est la pianura di Esdrelon e termina in un promontorio che domina il mare a sud della baia di S. Giovanni d'Acri. Misura 30 km. di lunghezza e da 12 ai 16 di larghezza, mantenendosi su un'altezza media di 500 m. ('Esfijā, 536; el-Muḥraqah, 514). La catena segna il confine fra la Galilea e la Samaria.

Solcato da frequenti valli, forato da numerose grotte che furono sicuro riparo ai perseguitati (Am. 9, 2-3) e con i fianchi ammantati di ricca vegetazione, il C. è spesso ricordato nella S. Scrittura come simbolo di grazia e prosperità per la sua ubertosità, o come simbolo di desolazione per il suo disboscamento (Is. 33, 9; Ier. 4, 26; 50, 19; Am. 1, 2).

I Fenici ne furono i primi abitanti, come attestano le vestigia archeologiche delle città intorno al monte. Nella spartizione della Terra Promessa venne a trovarsi in mezzo al territorio delle tribù di Aser, Zabulon e Issacar (Jos. 19, 26). Nel sec. IX a. C. è celebre come luogo di culto della religione fenicia e della religione monoteistica giudaica. Su una delle sue cime pianeggianti (el-Muḥraqah, 514) restò immortalato il sacrificio del profeta Elia (I Reg. 18, 19-46). Invano i sacerdoti di Baal invocarono il fuoco dall'alto per abbruciare la vittima posta sull'altare; mentre alla preghiera di Elia l'olocausto fu completo sull'altare eretto su 12 pietre.

Il Dio degli Israeliti vi ebbe culto permanente: vi era celebrato il novilunio, il sabato, e vi ebbe dimora il profeta Eliseo (II Reg. 4, 23).

Il luogo è venerato da cristiani, ebrei e musulmani. I Carmelitani vi hanno una piccola chiesa con convento e i musulmani la moschea el-Qurbān. L'occupazione fenicia del monte è manifesta dal nome vafa qudatu (= «il capo santo»), che le liste di Tuthmosis III (1479 a. C.) applicano al promontorio del C. Il culto al Baal della montagna è attestato pure nel periplo di Scylas (IV sec. a. C.), dove è segnalato il C. come «montagna sacra a Zeus» con tutte le caratteristiche del Baal fenicio. Secondo Giamblico (IV sec. d. C.), il biografo di Pitagora, il filosofo si era recato nel C. «montagna sacra e inaccessibile al profano» (Vita Pyth., III, 14) e Tacito (Hist., II, 28) afferma che «il dio C. non ha statua né tempio, ma, conforme alle prescrizioni degli anziani, solo un altare e adoratori». Vespasiano vi si recò per consultare l'oracolo e il sacerdote Basilide, esaminate le viscere della vittima, gli diede un responso favorevole (Plinio, Nat. hist., II, 17).

Al sorgere del cristianesimo divenne luogo preferito per monaci ed eremiti. L'Anonimo Piacentino nel 570 descrive il monastero di S. Eliseo, le cui vestigia furono riconosciute all'ovest del faro nel 1913. Al monastero distrutto dal furore persiano (614) successe la moschea So'ad ed-Dazdah, che formi il materiale ai Templari per la costruzione di una fortezza ben visibile dal mare. Una carta geografica del 1235 vi segna «S. Margaretha castellum» e prossima una chiesa di S. Margherita che il Sanudo dice ufficiata da monaci greci. Sulle rovine di questo monastero greco sorse nel sec. XVII il santuario di Nostra Signora del C., con il grande convento dei Carmelitani su uno spiazzo alto 50 m., da cui si può godere lo spettacolo di un panorama vasto e vario.

CARMELO - Veduta generale - Palestina.
CARMELO - Veduta generale - Palestina.(per cortesia dei pp. Carmelitani scelci - Roma)
Bibliografia2 opere
BIBL.: C. Kopp, Elias und Christentum auf dem Karmel, Paderborn 1929; F.-M. Abel, Géographie de la Palestine, I, Parigi 1933, pp. 350-53.

Donato Baldi

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Di Donato Baldi

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), coll. 899–900.

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vol. 3, coll. 899–900

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Baldi, Donato. “Carmelo.” In Enciclopedia Cattolica, vol. III, coll. 899–900. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949. https://azioneromana.com/it/article/carmelo.

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Baldi, Donato. “Carmelo.” Enciclopedia Cattolica, vol. III, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949, coll. 899–900. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/carmelo.

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