CARNA

CARNA. - C. è una dea romana che aveva un santuario sul Celio; la sua festa cadeva il 1º giugno, giorno sacro a Giunone e popolarmente chiamato kalendae fabariae: infatti, tra i sacrifici offerti a C. figurava, oltre la carne di maiale, una miscela di farro e di fave. A questi scarsi dati di culto andrebbe aggiunta l'isolata notizia epigrafica sulla festa Carnaria, con offerta di rose, festa il cui riferimento a C. è, tuttavia, dubbio. A C. si attribuiva la protezione dei neonati dalle stryges. La mitologia ovidiana colora di altri elementi la nostra conoscenza su C. che il poeta considera come dea del cardo; essa sarebbe stata una ninfa pudica, nata nel boschetto del dio Helernus, creduta sorella di Apollo, che, nascosta in

una grotta, sarebbe sfuggita a tutti, ad eccezione di Ianus che vedeva anche dietro le spalle. La connessione mitologica con Ianus e quella cultuale con Iuno riescono significative alla luce delle connessioni cultuali tra Ianus e Iuno.

BIBL.: W. F. Otto, Römische « Sondergötter », in Rheinisches Museum, 64 (1909), p. 439 sgg.; G. Wissowa, Religion und Kultus der Römer, 2ª ed., Monaco 1912, p. 236; R. Pettazzoni, C., in Studi etniche, 14 (1940), p. 163 sgg.

Angelo Brelich

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“CARNA.” Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), p. 533. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/carna.