CARNA. - C. è una dea romana che aveva un santuario sul Celio; la sua festa cadeva il 10 giugno, giorno sacro a Giunone e popolarmente chiamato ka-lendae fabariae: infatti, tra i sacrifici offerti a C. figurava, oltre la carne di maiale, una miscela di farro e di fave. A questi scarsi dati di culto andrebbe aggiunta l'isolata notizia epigrafica sulla festa Car-naria, con offerta di rose, festa il cui riferimento a C. è, tuttavia, dubbio. A C. si attribuiva la protezione dei neonati dalle stryges. La mitologia ovidiana colora di altri elementi la nostra conoscenza su C. che il poeta considera come dea del cardo; essa sarebbe stata una ninfa pudica, nata nel boschetto del dio Helernus, creduta sorella di Apollo, che, nascosta in una grotta, sarebbe sfuggita a tutti, ad eccezione di Ianus che vedeva anche dietro le spalle. La connessione mitologica con Ianus e quella cultuale con luno riescono significative alla luce delle connessioni culturali tra Ianus e Iuno.
ANGELO BRILCH