CARNA. - C. è una dea romana che aveva un santuario sul Celio; la sua festa cadeva il 1º giugno, giorno sacro a Giunone e popolarmente chiamato kalendae fabariae: infatti, tra i sacrifici offerti a C. figurava, oltre la carne di maiale, una miscela di farro e di fave. A questi scarsi dati di culto andrebbe aggiunta l'isolata notizia epigrafica sulla festa Carnaria, con offerta di rose, festa il cui riferimento a C. è, tuttavia, dubbio. A C. si attribuiva la protezione dei neonati dalle stryges. La mitologia ovidiana colora di altri elementi la nostra conoscenza su C. che il poeta considera come dea del cardo; essa sarebbe stata una ninfa pudica, nata nel boschetto del dio Helernus, creduta sorella di Apollo, che, nascosta in una grotta, sarebbe sfuggita a tutti, ad eccezione di Ianus che vedeva anche dietro le spalle. La connessione mitologica con Ianus e quella cultuale con Iuno riescono significative alla luce delle connessioni cultuali tra Ianus e Iuno.
Enciclopedia Cattolica vol. III, 1949 Religioni non cristiane Particolari
CARNA
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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), coll. 901–902.
Altre voci di Angelo Brelich: CARMENTA · CELESTE · CIBELE · CIELO, CULTO DEL · CONSO
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Brelich, Angelo. “Carna.” In Enciclopedia Cattolica, vol. III, coll. 901–902. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949. https://azioneromana.com/it/article/carna.
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Brelich, Angelo. “Carna.” Enciclopedia Cattolica, vol. III, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949, coll. 901–902. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/carna.
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